3 aprile 2010 / 10:21 / 7 anni fa

Pedofilia, Vaticano: paragone con antisemitismo non nostra linea

<p>Papa Benedetto XVI ieri alla Via Crucis al Colosseo. REUTERS/Max Rossi</p>

CITTA’ DEL VATICANO (Reuters) - Il paragone tra gli attacchi al Papa per i preti pedofili e l‘antisemitismo non rappresenta la linea della Santa Sede. Lo ha detto oggi padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana.

“Avvicinare gli attacchi al Papa per lo scandalo pedofilia all‘antisemitismo non è la linea seguita dalla Santa Sede”, ha detto il portavoce a Radio Vaticana.

Ieri padre Raniero Cantalamessa, nell‘omelia per la celebrazione del Venerdì santo presieduta da Benedetto XVI, ha letto una lettera ricevuta da un amico ebreo il quale ha scritto che “l‘uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell‘antisemitismo”.

“Padre Cantalamessa - spiega padre Lombardi - ha solo voluto rendere nota la solidarietà al Pontefice espressa da un ebreo, alla luce della particolare esperienza di dolore subita dal suo popolo. Ma è stata una citazione che poteva dare adito a malintesi”.

Intanto l‘Osservatore Romano parla di “una propaganda grossolana contro il Papa e contro i cattolici”, e scrive che “arrivano da tutto il mondo messaggi di solidarietà a Benedetto XVI per gli attacchi calunniosi e la campagna diffamatoria costruita attorno al dramma degli abusi sessuali commessi da sacerdoti”.

“Molti vescovi stanno esprimendo al Papa la loro vicinanza anche per l‘azione risoluta a favore della verità e per le misure assunte per prevenire il possibile ripetersi di tali crimini. Accanto ai messaggi, dalla Chiesa giunge anche la dolorosa ammissione delle colpe del passato, a dimostrazione che nessun tentativo intimidatorio potrà comunque distogliere dal dovere di fare chiarezza”, prosegue il quotidiano della Santa Sede.

RABBINO DI SEGNI: ACCOSTAMENTO “OSCENO”

Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, in un‘intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Stampa, ha definito il paragone “ripugnante, osceno e soprattutto offensivo nei confronti delle vittime degli abusi così come nei confronti delle vittime dell‘Olocausto”.

“Sinora non ho visto San Pietro bruciare né ci sono stati scoppi di violenza contro preti. Il Vaticano sta tentando di trasformare i persecutori in vittime”, ha detto Di Segni, precisando che quello con l‘antisemitismo “è un parallelo improprio e una caduta di gusto”.

Alcuni media hanno accusato il Papa di negligenza nella gestione di casi di abusi su minori quando era cardinale. Scosso dalla crisi, il Vaticano ha accusato i media di tentare “ignobilmente” di macchiare a tutti i costi il leader della Chiesa cattolica.

Il Vaticano ha negato di aver coperto i casi, aggiungendo che la colpa di individui che hanno commesso dei reati, per quanto odiosi, non può ricadere sul Pontefice o sull‘intera Chiesa.

Di Segni sottolinea che finora nessuno nella comunità ebraica era intervenuto sugli scandali dei sacerdoti pedofili, “eppure già prima dell‘omelia di padre Cantalamessa si erano sentite voci su attacchi alla Chiesa da parte della lobby ebraica. E si è persino detto in ambienti cattolici che la stampa italiana è controllata dagli ebrei. Neppure vale la pena di replicare a simili assurdità”.

Lo scorso gennaio il rabbino capo di Roma ha accolto in sinagoga Benedetto XVI, per una visita che ha creato una profonda spaccatura nella comunità ebraica, all‘interno della quale molti sostengono che Pio XII, Pontefice dal 1939 al 1958, non abbia fatto abbastanza per aiutare gli ebrei durante le persecuzioni naziste.

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