Pedofilia,Di Segni a stampa: paragone con antisemitismo "osceno"

sabato 3 aprile 2010 11:44
 

ROMA (Reuters) - Ripugnante e osceno. Così il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni in un'intervista ha definito il paragone tra gli attacchi alla Chiesa per i casi di preti pedofili e l'antisemitismo, utilizzato dal predicatore Raniero Cantalamessa.

"E' ripugnante, osceno e soprattutto offensivo nei confronti delle vittime degli abusi così come nei confronti delle vittime dell'Olocausto", ha detto Di Segni in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Stampa.

Ieri padre Cantalamessa, nell'omelia per la celebrazione del Venerdì santo presieduta da Benedetto XVI, ha letto una lettera ricevuta da un amico ebreo il quale ha scritto che "l'uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo".

"Sinora non ho visto San Pietro bruciare né ci sono stati scoppi di violenza contro preti. Il Vaticano sta tentando di trasformare i persecutori in vittime", ha detto Di Segni, precisando che quello con l'antisemitismo "è un parallelo improprio e una caduta di gusto".

Alcuni media hanno accusato il Papa di negligenza nella gestione di casi di abusi su minori quando era cardinale. Scosso dalla crisi, il Vaticano ha accusato i media di tentare "ignobilmente" di macchiare a tutti i costi il leader della Chiesa cattolica.

Il Vaticano ha negato di aver coperto i casi, aggiungendo che la colpa di individui che hanno commesso dei reati, per quanto odiosi, non può ricadere sul Pontefice o sull'intera Chiesa.

Di Segni sottolinea che finora nessuno nella comunità ebraica era intervenuto sugli scandali dei sacerdoti pedofili, "eppure già prima dell'omelia di padre Cantalamessa si erano sentite voci su attacchi alla Chiesa da parte della lobby ebraica. E si è persino detto in ambienti cattolici che la stampa italiana è controllata dagli ebrei. Neppure vale la pena di replicare a simili assurdità".

Lo scorso gennaio il rabbino capo di Roma ha accolto in sinagoga Benedetto XVI, per una visita che ha creato una profonda spaccatura nella comunità ebraica, all'interno della quale molti sostengono che Pio XII, Pontefice dal 1939 al 1958, non abbia fatto abbastanza per aiutare gli ebrei durante le persecuzioni naziste.

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