30 marzo 2010 / 10:24 / 7 anni fa

McDonald's punta ad aprire 2.000 negozi Cina entro 2013

<p>Cliente di McDonald's a Shenzhen, foto d'archivio.Bobby Yip</p>

corregge titolo, con 2.000 negozi anziché 300

di Melanie Lee

SHANGAI (Reuters) - McDonald's vuole che la Cina sia il suo motore di sviluppo in Asia per i prossimi cinque anni e prevede un buon primo trimestre per il volume di vendite per le attività già operanti in Asia, Medio Oriente e Africa.

La società intende raggiungere i 2 mila punti vendita in Cina entro la fine del 2013 e 1.300 per la fine del 2010, secondo quanto dichiarato a Reuters oggi da Tim Fenton, presidente di McDonald's per Asia, Pacifico, Medio Oriente e Africa.

"Asia, Medio Oriente e Africa sono le aree con il maggior ritmo di crescita al mondo, e di queste, la Cina è il paese che cresce più in fretta," ha spiegato il dirigente, aggiungendo che prevede l'apertura di 520 nuovi punti vendita entro la fine dell'anno.

McDonald's ha registrato a febbraio una crescita sopra le aspettative dei volumi di vendita del 4.8%, con un chiaro traino del mercato asiatico sulla debolezza di quelli europeo e americano. I nuovi dati per marzo saranno diffusi il 21 aprile.

"Siamo un po' più avanti di quanto pianificato, è ciò è sempre bello... ma vediamo che le cose stanno cambiando. Che l'economia è in miglioramento" ha dichiarato Fenton.

McDonald's aveva reso noto lo scorso gennaio di voler potenziare il suoi investimenti in Cina di un quarto per l'anno in corso, e di aprire tra i 159 e i 175 nuovi ristoranti in aggiunta ai 1.135 del continente per cavalcare la crescita della terza economia mondiale.

La società inaugurerà quest'anno 40-50 McCafes in Cina, da aggiungere ai tre già in funzione, per approfittare della crescente passione del paese per il caffè.

Il successo di McDonald's in Cina è dovuto secondo Fenton all'aumento della classe media, che ha implicato una crescita del settore fast food e ristorazione, che con il ritmo del 10% annuo potrebbe raggiungere per l'anno in corso un volume di 310 miliardi di dollari, contro i 460 degli Usa in crescita del 2% e i 470 dell'Europa a crescita zero.

Il contributo cinese alle casse della società continuerà dunque a crescere a ritmi da doppia cifra, con le vendite in crescita del 5-7 per cento annuo.

I principali competitor di McDonald's in Cina sono KFC della Yum Brands e la cinese Ajisen, che gestisce una catena di ristoranti noodle.

La recente dipartita di Google dalla Cina per la censura di Pechino, vicenda che ha sollevato dubbi a molte società straniere operanti nel paese, non ha spinto McDonald's, da vent'anni tra gli investitori stranieri di maggior successo nel paese, a riconsiderare le difficoltà della sua posizione nel continente.

"La Cina nella mia esperienza è uno dei paesi dove è stato più semplice fare affari", ha detto Fenton.

"Ma come in ogni paese, gli affari si fanno nel rispetto delle leggi locali, e noi le leggi locali le rispettiamo. Di certo è più facile fare affari oggi che 20 anni fa".

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