Morte Pasolini, Alfano annuncia istanza per riapertura indagine

venerdì 26 marzo 2010 09:09
 

MILANO (Reuters) - Il ministro Angelino Alfano ha annunciato di voler inoltrare un'istanza alla procura di Roma per far riaprire l'inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini, intellettuale e scrittore ucciso 35 anni fa.

In una lettera pubblicata oggi sul Corriere della Sera in risposta a quella dell'ex segretario del e Pd Walter Veltroni -- che ha invocato la riapertura dell'indagine sul delitto perché ritiene che ci siano misteri ancora da svelare - -- il Guardasigilli spiega che "accertare la verità è sempre non soltanto utile ma necessario ed ancor più lo è quando la verità vale non soltanto ad accertare le responsabilità penali, ma a far chiarezza sul piano storico- politico oltreché su quello giudiziario".

Pasolini fu ucciso nella notte tra l'1 e il 2 novembre nel 1975 a Roma, sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia. Per il suo omicidio è stato condannato a 9 anni e 7 mesi di carcere Pino Pelosi, all'epoca dei fatti 17enne, fermato alla guida dell'auto dello scrittore, con cui Paolini venne travolto dopo essere stato bastonato. Secondo Veltroni, ci sono prove per dimostrare -- anche grazie alle nuove indagini scientifiche -- che nel delitto furono coinvolte più persone.

"Lei, onorevole Veltroni, ci ricorda correttamente i numerosi dilemmi che le indagini svolte all'epoca dei fatti -- con mezzi e tecnologie ben diversi da quelli odierni -- hanno lasciato irrisolti", dice Alfano.

"In effetti, concluso il processo a Pino Pelosi, l'indagine meritava maggiori attenzioni finalizzate a chiarire se il ragazzo di vita di allora abbia agito da solo oppire insieme ad altri e con quali reali intenzioni", aggiunge il ministro.

"Condivido (...) l'opportunità di guardarci indietro, senza paura e reticenze...Per questa ragione, pur non avendo, come è noto, alcun potere diretto in ordine all'eventuale provvedimento di riapertura delle indagini -- da ministro della Giustizia raccolgo volentieri e senza riserve il suo invito, poiché ne condivido le ragioni e ritengo di rendere un buon servizio al mio Paese inoltrando al signor procuratore della Repubblica di Roma un'apposita istanza in tal senso".

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<p>Proiezione di Pier Paolo Pasolini, foto d'archivio. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>