Piano nomadi, Amnesty: risposta sbagliata, viola diritti umani

giovedì 11 marzo 2010 17:17
 

ROMA (Reuters) - Amnesty International oggi ha chiesto alle autorità italiane di riesaminare un piano abitativo che ha già portato allo sgombero di centinaia di nomadi, e che secondo l'organizzazione viola i diritti umani.

"Il piano prevede la distruzione di oltre 100 insediamenti rom nella Capitale e il trasferimento di circa 6.000 persone in appena 13 campi, ampliati o di nuova costruzione, situati nella periferia di Roma. Il piano è destinato a lasciare senza alloggio oltre 1.000 rom", si legge in una nota di Amnesty, che oggi ha presentato il documento dal titolo "La risposta sbagliata. Italia: il ‘Piano nomadi' viola il diritto all'alloggio dei rom a Roma".

"Queste misure devono essere riconsiderate urgentemente. Le famiglie rom della capitale rischiano di perdere beni personali, contatti, accesso al lavoro e servizi pubblici. Vi è inoltre il rischio che, se attuato, questo piano possa essere preso a modello per eseguire sgomberi forzati in altre regioni italiane", ha commentato Ignacio Jovtis, uno degli esperti di Amnesty International.

L'organizzazione ritiene che il "Piano nomadi" non rispetti gli obblighi dell'Italia di garantire che non vi sia discriminazione nei confronti di gruppi specifici né segregazione in materia di alloggio.

"Il piano - ha spiegato Jovtis - è chiamato ‘Piano nomadi'. Ma la maggior parte dei rom che saranno toccati non è affatto nomade. Etichettandoli e trattandoli come nomadi, chi ha ideato il piano sta perpetuando gli stessi problemi che sostiene di affrontare".

Nella nota, Amnesty spiega che "negli ultimi mesi, centinaia di famiglie rom sono state sgomberate da almeno cinque campi della capitale. Prima della chiusura di 'Casilino 900', uno dei più grandi campi rom d'Europa, nel febbraio di quest'anno, erano stati a lungo consultati alcuni leader del campo. Tuttavia, gli standard internazionali sui diritti umani richiedono che vengano consultate tutte le persone di cui è previsto lo sgombero".

"Lo sgombero di 'Casilino 700', ufficialmente escluso dal 'Piano nomadi', nel novembre 2009, è avvenuto senza alcuna consultazione preventiva e ha lasciato centinaia di rom senza alloggio. I residenti di altri campi non autorizzati rischiano la stessa sorte e ciò solleva dubbi sull'effettiva ampiezza del piano", continua la nota.

Secondo Jovtis, "il piano è incompleto e rischia di rendere la situazione di molti altri rom ancora peggiore. È la risposta sbagliata".

Lo scorso anno il commissario per i Diritti umani del Consiglio d'Europa, criticando l'Italia per la sua politica in materia di immigrazione, si era soffermato in particolare sulla situazione di rom e sinti, vittime a suo parere di "un persistente clima di intolleranza", e aveva criticato in sostanza il censimento nei campi nomadi deciso dal governo. Accuse respinte a suo tempo dal ministro dell'Interno Roberto Maroni.

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<p>Una donna romena in un campo alla periferia di Roma. REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>