Olimpiadi, Canada chiude i Giochi con autoironia

lunedì 1 marzo 2010 08:39
 

VANCOUVER (Reuters) - Le Olimpiadi invernali di Vancouver si sono concluse tra riso ed emozione nella notte. Erano le 4 di oggi in Italia - le 19 in Canada - quando il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Jacques Rogge, ha chiuso i Giochi che ha giudicato "eccellenti e molto amichevoli" ma che resteranno comunque nella memoria anche per la morte sulla pista dell'atleta georgiano Nodar Koumaritachvili.

Nel corso della cerimonia di chiusura, in cui si sono succedute sfilate, danze e canzoni per oltre due ore e mezzo, il Canada ha svelato il proprio senso di autoderisione, e i 60mila spettaori hanno partecipato indossando cappellini con le corna d'alce e punteggiando lo stadio di luci.

"Se il Canada che si è riunito per la cerimonia di apertura era un po' misterioso per alcuni, non lo è più. Ora ci conoscete, no?", ha scherzato John Furlong, presidente del comitato organizzativo.

Attori di origine canadese come Michael J. Fox e William Shatner hanno scherzato sulla tendenza dei loro connazionali a essere sempre ben educati e sull'ossessione per la vastità del territorio.

Gli organizzatori hanno scherzato perfino sull'apparente fiasco della cerimonia di apertura, quando solo tre dei quattro bracci della vasca olimpionica emersero dal fondo dello stadio. Lo show è cominciato infatti con un clown in tuta d'operaio che ha attaccato un cavo facendo sollevare il quarto braccio, consentendo alla torcia olimpica di illuminare il braciere, come era previsto appunto due settimane fa.

Alla fine della cerimonia, il sindaco di Vancouver, che indossava la tenuta della squadra canadese di hockey su ghiaccio - la nazionale aveva vinto solo qualche ora prima la medaglia d'oro - ha consegnato la bandiera delle Olimpiadi al sindaco dela città russa di Sochi, che organizza i Giochi del 2014.

E mentre Vancouver diceva addio ai Giochi, il cantante Neil Young, anche lui canadese, rendeva omaggio con la sua celebre "Long May You Run". Anche in questo caso, un riferimento ironico, dato che la canzone del 1976 invita a non farsi abbattere dal brutto tempo, e che il maltempo è stato uno dei tormentoni dei Giochi 2010 sulle piste canadesi.

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