25 febbraio 2010 / 12:24 / tra 8 anni

Onda nera nel Po raggiunge il parmense

<p>Idrocarburi nel fiume. Foto d'archivio. REUTERS/Ilya Naymushin</p>

MILANO (Reuters) - Le migliaia di tonnellate di idrocarburi fuoriuscite nel Lambro e confluite nel Po sono arrivate lungo il tratto di fiume che scorre in provincia di Parma.

Oggi, intanto, il ministro dell‘Ambiente Stefania Prestigiacomo ha detto di condividere la richiesta dello stato di emergenza avanzata ieri dal presidente della Lombardia Roberto Formigoni e da quello dell‘Emilia Romagna Vasco Errani.

“Non ci sono dubbi sul fatto che il ministro sosterrà la richiesta di emergenza”, ha detto per telefono a Reuters il portavoce del ministro Salvatore Bianca.

“L‘emergenza è nei fatti ... esistono tutte le condizioni per dichiarare lo stato di emergenza”, dice il portavoce aggiungendo che l‘onda nera dovrebbe arrivare nel delta del Po in 50-70 ore.

“E’ la parte più delicata per le zone protette e le attività commerciali della zona”, dice Bianca, secondo cui la richiesta di stato di emergenza “sarà accolta” dal Consiglio dei Ministri in programma lunedì prossimo.

Nel tardo pomeriggio è iniziata intanto, a Piacenza, una riunione di coordinamento tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto a cui ha partecipato anche il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.

L‘ONDA NERA ARRIVA NEL PARMENSE

“I primi segni ... sono nel tratto parmense del Po”, ha detto a Reuters Ferruccio Melloni, dirigente della Protezione Civile dell‘Emilia Romagna.

Melloni, secondo cui l‘onda è lunga 50 chilometri, dice che la massa degli inquinanti impiega 12-13 ore per passare in un punto in quanto si tratta di un “insieme molto sfilacciato”.

“Si parla di 400.000 litri”, ha aggiunto Melloni, spiegando che il quantitativo di idrocarburi interessati non è al momento noto con esattezza, in quanto le valutazioni specifiche spettano all‘autorità giudiziaria.

Questa mattina il carico maggiore di idrocarburi era nel piacentino.

La Protezione Civile ha difficoltà a fermare il flusso degli idrocarburi poiché è difficile tenere sott‘acqua i materiali assorbenti che dovrebbero bloccarne la corsa.

Enel comunica in una nota che lo spessore della macchia è compreso tra i 10 e i 15 centimetri.

La situazione potrebbe complicarsi a cause della “rapida perturbazione con associate precipitazioni” sul bacino del Lambro.

Intanto, il sindaco di Milano Letizia Moratti ha “vietato ai cittadini il prelievo e l‘uso delle acque del Lambro” nonché la pesca nell‘affluente del Po, riporta una nota diffusa oggi dal Comune di Milano.

“In caso di procedimento contro gli autori dello scempio ambientale, palazzo Marino si costituirà parte civile”, aggiunge la nota.

RIPERCUSSIONI AMBIENTALI

Diversi esponenti del Pd, tra cui Ermete Realacci, hanno sottoscritto ieri un‘interrogazione parlamentare indirizzata al ministero dell‘Ambiente e alla Presidenza del Consiglio sostenendo che si “rischia di contaminare l‘intero bacino del Po”.

Per Legambiente, i danni ambientali non possono essere stimati immediatamente ma sono sicure le ripercussioni sugli animali. Gli idrocarburi, se condotti dalla corrente nelle insenature naturali, si condensano formando la “classica patina fluida”, una “poltiglia nerastra” che può essere ingerita dagli animali e creare loro problemi di movimento, ha detto ieri a Reuters Barbara Megetto, direttrice di Legambiente Lombardia.

L‘allarme, che ora riguarda anche l‘Emilia Romagna e che presto riguarderà il Veneto, è stato l‘episodio ambientale più grave in Brianza secondo la portavoce del presidente del gestore del depuratore brianzolo Brianzacque.

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