Reporters Senza Frontiere: diritti a rischio da condanna Google

mercoledì 24 febbraio 2010 18:57
 

MILANO (Reuters) - La condanna inflitta oggi dal tribunale di Milano a tre dirigenti Google per la diffusione online di un video che riprendeva maltrattamenti di un ragazzo invalido instaura di fatto un controllo a priori sulla circolazione dei video. E questo, per l'associazione Reporters Sans Frontières, è un colpo per la libertà di espressione.

Ll'associazione internazionale, che si occupa di libertà di stampa e diritti degli operatori dell'informazione, ha criticato la condanna a sei mesi di carcere inflitta a tre dirigenti di Google per violazione della privacy, per non aver impedito la pubblicazione nel 2006 di un video che riprendeva abusi su un minore affetto da autismo.

Il giudice ha assolto un quarto dirigente imputato nel processo.

"Sia chiaro, condanniamo la diffusione di un video del genere, ma i veri colpevoli sono gli autori delle immagini e chi le ha filmate e messe in Rete. E sono già stati condannati. Google, da parte sua, ha ritirato rapidamente il video dopo che gli era stato segnalato", dice nella sua nota Rsf.

"Se i giudici hanno intenzione di lanciare un dibattito sul rispetto della vita privata su Internet, un argomento importante, hanno scelto il cavallo sbagliato per la loro battaglia", aggiunge Reporters Sans Frontières.

"Soprattutto, questa condanna instaura di fatto un controllo a priori sulla pubblicazione dei video. E' un colpo per la libertà di espressione. Ed è ancora più simbolico che abbia colpito un Paese democratico".

Secondo Rsf, la condanna di Milano avviene nel pieno del dibattito sul nuovo progetto del decreto proposto dalla maggioranza, che obbligherebbe i siti per la diffusione video a ottenere una licenza ufficiale, instaurando secondo l'associazione un sistema di autorizzazione preventiva all'esercizio della l libertà di espressione.

La sentenza è stata definita da Google una minaccia alla libertà del web.

Per i tre dirigenti condannati -- David Drummond (ex presidente del cda e legale di Google Italy e oggi Senior vice presidente e dirigente del servizio legale), George Reyes (ex membro del cda di Google Italy, ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile policy sulla privacy per l'Europa di Google) -- i pm Alfredo Robledo e Francesco Cajani avevano chiesto la condanna a un anno di reclusione.   Continua...

 
<p>Logo di Google in foto d'archivio. REUTERS/Robert Galbraith</p>