Sversamento nel Lambro, l'onda nera arriva nel Po

mercoledì 24 febbraio 2010 18:34
 

MILANO (Reuters) - Lo sversamento di migliaia di tonnellate di idrocarburi dall'ex raffineria Lombarda Petroli, avvenuto ieri nel fiume Lambro all'altezza di Villasanta (Monza), è arrivato nel Po alle 13 di oggi, mentre risultano difficili i tentativi di bloccare l'onda nera.

Lo annuncia un comunicato stampa dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Lombardia (Arpa), secondo cui è possibile che la fuoriuscita sia di origine dolosa.

"E' stato possibile stabilire che durante la notte i combustibili rilasciati da alcuni serbatoi sono defluiti attraverso la rete fognaria interna fino all'impianto di depurazione e da qui agli sfioratori nel fiume Lambro", dice la nota.

L'inquinamento sta avanzando e la Protezione Civile ha difficoltà a fermare il flusso degli idrocarburi poiché è difficile tenere sott'acqua i materiali assorbenti che dovrebbero bloccarne la corsa.

"E' complicato perché ci sono tratti del fiume in cui l'acqua scorre molto ... ma ci sono tratti in cui ci sono insenature naturali ... in cui si crea la classica patina fluida di idrocarburi..., una poltiglia nerastra", ha spiegato al telefono a Reuters Barbare Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia..

L'allarme è stato lanciato ieri mattina da Brianzacque, gestore del depuratore nei pressi di Monza di proprietà di Alfi. "In Brianza non abbiamo mai avuto degli episodi così gravi", ha detto a Reuters la portavoce del presidente della società.

RIPERCUSSIONI AMBIENTALI

Legambiente ha chiesto oggi in un comunicato "lo stato di emergenza ambientale nazionale", mentre diversi esponenti del Pd, tra cui Ermete Realacci, hanno sottoscritto un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministero dell'Ambiente e alla Presidenza del Consiglio sostenendo che si "rischia di contaminare l'intero bacino del Po".

Per Legambiente, i danni ambientali non possono essere stimati immediatamente ma sono sicure le ripercussioni sugli animali.   Continua...

 
<p>Idrocarburi nel fiume in foto d'archivio. REUTERS/Ilya Naymushin</p>