Cuba, prigioniero politico Zapata morto dopo sciopero della fame

mercoledì 24 febbraio 2010 13:47
 

HAVANA (Reuters) - Un prigioniero politico cubano è morto ieri dopo 85 giorni di sciopero della fame, iniziato per chiedere migliori condizioni di vita in carcere. Lo ha fatto sapere un gruppo per i diritti umani.

Orlando Zapata Tamayo, 42 anni, è morto in un ospedale dell'Avana dove era sottoposto a flebo nel tentativo di mantenerlo in vita, ha detto Elizardo Sanchez del gruppo indipendente Cuban Human Rights Commission.

"E' un'enorme tragedia per la sua famiglia, per il movimento per i diritti umani di Cuba e per il governo dell'isola, perché ora ci saranno proteste sia a Cuba che all'estero", ha detto Sanchez a Reuters.

"La sua morte dimostra l'arroganza totalitaria, che non tiene in conto l'impatto umano delle sue azioni".

Sanchez ha detto che le autorità cubane avrebbero dovuto sottoporre Zapata, idraulico della provincia di Holguin, ad alimentazione forzata per impedire la sua morte.

Zapata era in carcere dal 2003 e doveva scontare una pena di 25 anni per vilipendio, disordini pubblici e resistenza al governo comunista dell'isola caraibica, stando a quanto riferito da Amnesty International, che l'ha inserito al 58esimo posto della classifica dei "prigionieri di coscienza" di Cuba che, secondo il Miami Herald, sono circa 200 sull'isola.

Il senatore statunitense della Florida Bill Nelson ha definito la morte di Zapata "un triste promemoria del tragico costo dell'oppressione e della dittatura che non dà valore alla vita umana".

"Tutte le persone che amano la libertà, in ogni parte del mondo, dovrebbero ritenere il regime cubano responsabile per la sorte di Orlando Zapata Tamayo", ha detto Nelson.

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<p>Membri del gruppo per i diritti umani "Ladies in White" in foto d'archivio. REUTERS/Enrique De La Osa</p>