Corte Strasburgo contro Turchia su romanzo erotico Apollinaire

martedì 16 febbraio 2010 15:52
 

ISTANBUL (Reuters) - La Corte europea per i diritti umani oggi ha stabilito che la Turchia ha impedito l'accesso pubblico al patrimonio letterario europeo e ha violato la libertà di espressione vietando una classico romanzo erotico di Guillaume Apollinaire.

La corte di Strasburgo ha deciso in favore di un esposto dell'editore Rahmi Akdas, che nel 1999 stampò una versione in turco del romanzo del 1907 di Apollinaire "Les Onze Mille Verges ou les amours d'un hospodar ", che ha passaggi anche su sadismo, omosessualità, pedofilia e necrofilia.

Akdas fu condannato per crimini contro la morale e multato per 1.100 euro, con ordine di distruggere tutte le copie del libro. La corte d'appello confermò la condanna, cancellando però la distruzione dei volumi.

La Turchia ha rivisto le leggi che riguardano la libertà di parola per portarle più in linea con gli standard dell'Ue, mentre cerca di avanzare nel suo tentativo di unirsi al blocco, ma ci sono ancora censure di libri e siti Web e occasionalmente carcerazioni di giornalisti per i loro scritti.

La corte ha sostenuto che gli stati possono legalmente interferire per proteggere la morale se c'è un pressante bisogno sociale, ma questo genere di necessità non era presente nel caso di Akdas visto che è passato un secolo dall'uscita di "Les Onze Mille Verges", ora parte dei canoni della letteratura europea.

"Les Onze Mille Verges ou les amours d'un hospodar" è stato bandito in Francia fino al 1970.

"L'alta multa imposta e il sequestro delle copie del libro non sono proporzionate al legittimo obiettivo perseguito (proteggere la morale) e non sono necessarie in una società democratica", si legge nella sentenza.

Il tribunale cita l'articolo 10 sulla libertà di parola della Convenzione europea per i diritti umani.

La Turchia è al 123esimo posto su 175 dell'Indice sulla libertà di parola 2009 di Giornalisti senza frontiere.

L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa il mese scorso ha detto che la Turchia non è riuscita ad assicurare la libertà di parola vietando circa 3.700 siti web, talvolta per ragioni "politiche o arbitrarie".

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<p>Jean-Paul Costa, presidente della Corte europea per i diritti dell'uomo, in foto d'archivio. REUTERS/Ints Kalnins</p>