Danisco lancia enzimi per biofuel di seconda generazione

lunedì 15 febbraio 2010 15:18
 

di John Acher

COPENAGHEN (Reuters) - La danese Danisco ha lanciato oggi un nuovo enzima per la produzione di bioetanolo da residui vegetali, mentre la rivale Novozymes dice che presenterà domani un prodotto concorrente.

I produttori danesi di enzimi, che già vendono enzimi per il bioetanolo di "prima generazione", sono ora in competizione per enzimi di biocarburante di "seconda generazione", ricavati da residui di lavorazione vegetale, come paglia e pannocchie, invece di colture a uso alimentare.

Alla produzione commerciale dei biofuel di seconda generazione mancano ancora un anno o due, anche se vengono considerati parte di un progetto presentato questo mese dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama per aumentare la produzione di biocarburanti e promuovere così energia pulita, riducendo al tempo stesso la dipendenza energetica degli Usa dall'estero.

La divisione Genencor di Danisco ha lanciato il nuovo prodotto, Accellerase DUET, nell'ambito della 15esima conferenza annuale sull'etanolo di Orlando (Stati Uniti) organizzata dall'Associazione dei carburanti rinnovabili.

"Questo prodotto è l'ultima generazione nella linea di enzimi dell'azienda usati per convertire le biomasse in zuccheri, un passo fondamentale per la produzione di etanolo cellulosico e altri biocarburanti e prodotti biochimici avanzati tratti da materiali non alimentari", dice un comunicato della Danisco.

Novozymes, il maggior produttore industriale di enzimi al mondo, ha detto invece che il suo amministratore delegato, Steen Riisgaar, annuncerà domani nella stessa conferenza di Orlando "una svolta tecnologica per l'etanolo cellulosico".

Il portavoce di Novozymes Rene Tronborg ha confermato che ciò equivale al lancio di un nuovo enzima per la produzione di biofuel di seconda generazione.

"E' il nuovo prodotto che permetterà di abbattere il muro cellulosico nel caso della paglia, per esempio", ha detto Tronborg. "Entrambe le aziende danesi stanno cercando di essere le prime".   Continua...

 
<p>Ricercatore con una provetta contenente biofuel in foto d'archivio.REUTERS/Guillermo Granja</p>