Ue, polemiche su impatto biofuel su foreste tropicali

venerdì 12 febbraio 2010 13:03
 

di Pete Harrison

BRUXELLES (Reuters) - Nell'Unione europea sta montando la polemica sui biocarburanti e il loro impatto non previsto sulle foreste e le aree umide tropicali, secondo quanto indicano alcuni documenti.

Un documento trapelato dalla Commissione Europea ipotizza che il biofuel ricavato dall'olio di palma potrebbe ricevere una spinta dai nuovi criteri ambientali in corso di definizione. Ma un altro documento avverte invece che l'assunzione del carico dell'impronta ecologica dei biocarburanti potrebbe "uccidere" un settore Ue che ha ricavi annui di circa 5 miliardi di euro.

L'Unione Europea punta a ottenere un decimo dei carburanti utilizzati su strada da fonti rinnovabili entro la fine del decennio, ma deve fare i conti con la critica che i biofuel possono portare all'aumento dei prezzi dei generi alimentari e creare più problemi che soluzioni nella lotta al cambiamento climatico.

La maggior parte dell'obiettivo del 10% sarà assicurata dai biocarburanti, creando un mercato ambito dai paesi agricoli Ue, che producono circa 10 miliardi di litri l'anno, e da esportatori come Brasile, Malesia e Indonesia.

Per gli ambientalisti i biofuel prodotti da cereali e semi oleosi stanno costringendo gli agricoltori ad ampliare i terreni coltivati a danno delle foreste pluviali e provocando la bonifica delle terre umide, in quello che viene definito "indirect land-use change", cambio indiretto nell'uso del terreno (Iluc).

Ridurre e bruciare le foreste produce vaste quantità emissioni di carbonio nell'atmosfera, dunque la Ue rischia di promuovere un danno al clima, creando un mercato del genere.

Per contrastare tale rischio, sono stati adottati rigidi criteri ambientali.

La Commissione europea sta anche cercando di introdurre nuove regole per ridurre l'impatto dell'Iluc, ma i suoi progressi sono stati resi complicati dalle opinioni contrastanti tra gli specialisti di commercio, agricoltura, energia e ambiente.   Continua...

 
<p>Biomasse pronte ad essere bruciate per produrre elettricit&agrave;. Foto d'archivio. REUTERS/Brian Snyder</p>