Juventus, Blanc e Cobolli indagati per illeciti fiscali

giovedì 11 febbraio 2010 19:15
 

MILANO (Reuters) - Il presidente e amministratore delegato della Juventus Jean-Claude Blanc e il suo predecessore Giovanni Cobolli Gigli sono indagati dalla procura di Torino per presunte violazioni fiscali in materia di Iva negli anni fiscali dal 2005 al 2007.

Ne dà notizia la stessa Juventus in una nota diffusa dopo la pubblicazione della notizia oggi sul quotidiano La Stampa, difendendo la correttezza del suo operato.

La società bianconera scrive che lo scorso gennaio Cobolli Gigli e Blanc hanno ricevuto dalla procura di Torino "un invito a presentarsi" per illustrare la propria posizione in relazione alle ipotesi di violazioni fiscali in materia di Iva contestate per gli anni fiscali 2005, 2006 e 2007 (di cui alle dichiarazioni Iva 2006, 2007 e 2008).

Un atto che la società definisce "doveroso" a seguito della comunicazione di una verifica fiscale nel 2009 da parte della guardia di finanza alla procura della Repubblica.

La Stampa scrive che la procura ipotizza irregolarità in alcune voci di costi iscritte a bilancio, citando in particolare le provvigioni ai procuratori sportivi, che, secondo le regole della Federcalcio, devono essere remunerati direttamente dai giocatori.

La Juventus scrive che i suoi amministratori hanno "sempre osservato la legge e i regolamenti sportivi, attenendosi alle direttive della Federcalcio e della Fifa".

"In questi anni infatti, la Juventus ha stipulato regolari contratti con professionisti i cui compensi sono sempre stati pagati a fronte di attività svolte nell'interesse della società".

Inoltre, la Juventus ha aggiunto di aver sempre "tempestivamente segnalato alla Lega Nazionale Professionisti le contestazioni che potenzialmente coinvolgono l'intero 'sistema calcio', anche per affrontare unitariamente casi analoghi".

Lo scorso novembre, Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega sono stati assolti "perché i fatti non sussistono" dall'accusa di falso in bilancio in merito a presunte plusvalenze realizzate grazie alla compravendita di calciatori, all'epoca in cui i tre erano dirigenti della Juventus.

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