Crisi elettrica, Chavez: sconti per chi consuma meno

martedì 9 febbraio 2010 18:46
 

CARACAS (Reuters) - Il presidente venezuelano Hugo Chavez, di fronte al risentimento popolare per la mancanza di energia elettrica, promette ai consumatori e alle aziende forti sconti per chi riduce il consumo elettrico, ordinando però allo stesso tempo multe per chi non si adatta.

I blackout momentanei e il razionamento dell'energia si stanno facendo sentire sulla popolarità di Chavez, che ha chiesto aiuto per risolvere il problema a Cuba, Brasile e Argentina, qualche mese prima delle importanti elezioni legislative di settembre.

Per la crisi elettrica, il governo accusa una lunga siccità e l'aumento della domanda di elettricità avvenuta nel quinquennio 2003-2008, in un paese in cui il 70% dell'energia deriva da centrali idroelettriche.

I critici sostengono che la mancanza di investimenti ha minato la capacità della rete energetica, mostrando i limiti di 11 anni di misure "socialiste"di Chavez.

Chavez, che in precedenza aveva definito "emergenza" la crisi elettrica, stanziando fondi per costruire nuovi impianti energetici, ha annunciato le nuove misure in un discorso a reti unificate, su tutte le televisioni e radio.

"Se riduci il consumo del 10-20%, ti concederemo uno sconto del 25% sulle tue bollette. Se la riduzione è superiore o uguale al 20%, lo sconto sarà del 50%", ha detto.

Ma Chavez, che ha nazionalizzato le aziende elettriche nel 2007, ha annunciato un aumento del 75% per i consumatori che non diminuiscono il consumo di elettricità di almeno il 10%. Aumenti della domanda di elettricità comporteranno multe fino al 200%.

Le aziende devono tagliare di almeno il 20% per evitare le sanzioni.

Il mese scorso, Chavez è stato obbligato a cancellare il razionamento elettrico a Caracas, capitale venezuelana, dopo un giorno di confusione, tra persone bloccate negli ascensori e quartieri pericolosi senza illuminazione.

Quest'anno il Venezuela intende spendere quasi 3 milioni di euro per istallare 4.000 megawatt di produzione, portando a 28.000 MW la capacità produttiva. I nuovi impianti saranno alimentati a gas e petrolio, decisione che implica una diminuzione delle esportazioni di petrolio e di diesel.

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<p>Il presidente venezuelano Hugo Chavez. REUTERS/Miraflores Palace/Handout</p>