Iran, la resistenza sul web continua a giocare a gatto e topo

martedì 9 febbraio 2010 11:04
 

di Reza Derakhshi

TEHRAN (Reuters) - Mentre il loro accesso a Internet è sempre più ostacolato da filtri del governo, Nooshin ed i suoi amici sostenitori dell'opposizione dicono che le informazioni sulle proteste organizzate ora gli arrivano via email.

Dicono di non sapere chi le manda.

Sono circolati messaggi su Internet circa possibili raduni per l'11 febbraio, quando l'Iran celebrerà il 31esimo anniversario della rivoluzione. Ma il clima nella Repubblica Islamica è molto più teso rispetto alle proteste del dopo elezioni dello scorso anno.

Lo scorso giugno, siti di social media furono salutati dall'Occidente come opportunità per fornire ai sostenitori dell'opposizione uno spazio di raduno anonimo, specialmente quando vi possano accedere attraverso proxy server che possano nascondere le azioni dei partecipanti e informazioni sulla localizzazione.

Per gli iraniani, ora questi strumenti sono una tattica ad alto rischio in un gioco strategico con le autorità, tra notizie di interruzioni ad Internet in aumento. Circa il 32% degli iraniani usa Internet e circa il 59% ha un abbonamento per il cellulare, secondo le stime 2008 dell'International Telecommunications Union.

Da quando le proteste per le contestate elezioni presidenziali hanno spinto l'Iran nella sua più grave agitazione interna dalla rivoluzione islamica del 1979, le autorità hanno rallentato la velocità di Internet e chiuso siti web dell'opposizione. Ed hanno anche potenziato la capacità di monitorare i movimenti online anche oltre i proxy.

FILTERNET

"Anche questo è bloccato", dice sospirando Nooshin, studentessa, mentre naviga nel web in un caffè nel centro di Tehran. "Questo è più Filternet che Internet."   Continua...

 
<p>Manifestanti iraniani con foto di Mirhossein Mousavi. Immagine d'archivio. REUTERS/Morteza Nikoubazl</p>