Cina, secondo esperta restano ormai meno di 50 tigri

lunedì 8 febbraio 2010 10:50
 

di Ben Blanchard

PECHINO (Reuters) - Secondo le ultime stime, in Cina vivono oggi meno di 50 tigri allo stato selvaggio, ma gli sforzi per stabilizzare la popolazione felina in una zona desertica nel nord-est del Paese stanno cominciando a dare risultati.

Lo dice oggi Xie Yan, direttrice del programma nazionale cinese della Wildlife Conservation Society (Società per la conservazione della natura).

Un tempo, il ruggito della tigre risuonava su vaste distese della Cina, poco a nord della costa orientale, oggi in pieno boom economico. La loro popolazione si è però enormemente ridotta a causa della rapida distruzione dell'habitat per favorire lo sviluppo economico e della caccia di frodo per ottenere ingredienti della medicina tradizionale cinese.

Sono una decina le tigri che vivono ancora nella provincia sud-occidentale dello Yunnan, una quindicina in Tibet, e circa 20 nelle province di Jinin e Heilongjiang , Cina nord-occidentale, secondo le stime fornite da Xie Yan.

La tigre della Cina meridionale è probabilmente già estinta, ha spiegato al Club dei corrispondenti esteri in Cina, alla vigilia dell'inizio del nuovo anno della Tigre, che comincia domenica.

"Il numero di tigri selvagge rimaste in Cina è molto deprimente", ha detto Xie. "Allo stato brado ce ne sono meno di 50. La popolazione in Tibet e nel sud continua a calare. Il numero delle tigri nel nord-est è stabile, e forse sta aumentando di poco, ma è un numero molto basso".

IL COMMERCIO DELA PELLE E DELLE OSSA

Secondo i fautori della conservazione dell'ambiente naturale, il commercio di ossa e pelle sta registrando un vero boom in paesi come la Cina dove, nonostante il divieto ufficiale di usare sostanze provenienti dalle tigri per i composti medici, circolano ancora abbondantemente pellicce, baffi, bulbi oculari e ossa.   Continua...

 
<p>Tigre della Cina meridionale, conosciuta anche come "Tiger Woods", nella riserva di Philippolis. Foto d'archivio. REUTERS/Siphiwe Sibeko</p>