Cina attacca su eventuale Nobel per la Pace a leader dissidenti

martedì 2 febbraio 2010 10:07
 

PECHINO (Reuters) - Il ministero degli Esteri cinese ha espresso il suo totale dissenso per l'eventuale assegnazione a Liu Xiaobo, un dissidente che attualmente si trova in carcere, del premio Nobel per la Pace, come proposto dall'ala statunitense del gruppo per i diritti umani International Pen.

Un tribunale cinese ha condannato Liu, uno dei maggiori critici del partito comunista cinese, a 11 anni di reclusione lo scorso 25 dicembre con l'accusa di eversione per la sua partecipazione alla petizione Charter 08, della quale è co-autore, nella quale si invocano ampie riforme politiche e democratiche.

Il presidente del Pen American Centre Kwame Anthony Appiah ha inviato la richiesta di nomination per Liu al Comitato norvegese per il Nobel, "per la sua rinomata e onesta leadership nel campo dei diritti umani e politici e della libertà di espressione".

Il portavoce del ministero degli Esteri Ma Zhaoxu ha detto che sarebbe un errore assegnare a Liu questo premio.

"Se il Nobel per la Pace venisse assegnato ad una persona del genere, è ovvio che si tratterebbe di un errore", ha detto Ma in un briefing con la stampa a Pechino, senza aggiungere ulteriori dettagli.

Liu è un membro dell'ala cinese del gruppo Pen, che si batte per la libertà di espressione.

"Assegnare questo premio (a Liu) sarebbe un modo perfetto per sottolineare il fatto che i diritti umani - valori che la Cina ha riconosciuto e approvato - sono custoditi dalla legge internazionale e sono diritti non negoziabili di ogni uomo e donna", si legge nel comunicato di Appiah.

La richiesta di nomination è stata firmata da altri membri del Pen, come gli scrittori Salman Rushdie, Philip Roth e Ha Jin.

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<p>Una immagine del dissidente Liu Xiaobo. REUTERS/Tyrone Siu</p>