Clima, 55 paesi si impegnano a ridurre emissioni dopo Copenaghen

lunedì 1 febbraio 2010 21:13
 

OSLO (Reuters) - Cinquantacinque paesi, che rappresentano complessivamente l'80% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra, hanno stabilito obiettivi per la lotta alla cambiamento climatico entro la scadenza posta dal cosiddetto "Accordo di Copenaghen".

Lo hanno annunciato oggi le Nazioni Unite.

"Ciò rappresenta un importante rinvigorimento dei negoziati sul cambiamento climatico dell'Onu", ha detto il capo del segretario delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, Yvo de Boer, commentando i vari impegni nazionali per la riduzione delle emissioni entro il 2020 presentati entro la scadenza del 31 gennaio.

I paesi, tra cui i "big" delle emissioni a effetto serra Cina e Stati Uniti, hanno nella maggioranza dei casi ribadito gli impegni annunciati già prima della conferenza di dicembre in Danimarca, che aveva deluso molte nazioni per la mancanza di un trattato legalmente vincolante sotto l'egida dell'Onu.

De Boer ha detto che gli impegni assunti riguardano 55 paesi e il 78% delle emissioni complessive prodotte per l'utilizzo di energia.

"Serve la più grande ambizione per affrontare le dimensioni della sfida", ha detto de Boer. "Ma considero questi impegni come chiari segnali della volontà di fare avanzare i negoziati verso una conclusione coronata dal successo".

Sarà il Messico a ospitare il prossimo vertice annuale Onu sul clima, tra fine novembre e inizio dicembre, nell'ambito degli impegni internazionali per evitare gli effetti più gravi del cambiamento climatico, come l'aumento delle ondate di siccità, incendi, inondazioni, estinzione di specie e innalzamento del livello del mare.

L'Accordo di Copenaghen cerca di limitare l'aumento delle temperature mantenendolo sotto i 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, e di fissare l'obiettivo di 100 miliardi di dollari all'anno in aiuti per i paesi in via di sviluppo dal 2020 per contribuire ad affrontare il "climate change".

L'accordo lasciava ai paesi la possibilità di fissare i propri obiettivi entro il 2 gennaio, ma gli analisti dicono che gli impegni attuali sono troppo vaghi e che dunque le temperature saliranno di oltre 2 gradi.

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