Diario per mio figlio, libro di un amore interrotto dalla guerra

giovedì 28 gennaio 2010 10:39
 

MILANO (Reuters) - I pensieri di un soldato morto in Iraq e il racconto della sua compagna giornalista, rimasta sola con un figlio neonato, sono diventati un caso editoriale negli Usa in un libro ora uscito anche in Italia.

In "Diario per mio figlio" (Rizzoli) di Dana Canedy, la drammatica vicenda ha la forma di racconto fatto al figlio della coppia, Jordan, bimbo di pochi mesi che dovrà crescere senza il padre, morto in una guerra lontana.

E' il 14 ottobre del 2006 quando il sergente americano Charles King salta in aria con il suo blindato, straziato da una bomba nascosta per le strade di Baghdad. A casa lo aspettano il figlio Jordan, di pochi mesi, e la compagna Dana, giornalista del New York Times, che reagisce alla tragedia raccontandola in un libro, per il figlioletto. Intrecciando in un'unica storia i suoi ricordi di donna e i brevi pensieri di un uomo religioso e introverso che, nella paura della guerra, aveva iniziato a scrivere al figlio.

"C'era il diario. Per tuo padre scriverlo sarebbe stato un modo per aiutarmi a guidarti nella tua vita nel caso in cui non avesse più fatto ritorno", si legge nel libro. "Così in Iraq, a notte fonda,dopo aver portato a termine missioni pericolose e spesso mortali, affamato e stremato, tuo padre tornava alla calma relativa del suo alloggio e prima di andare a dormire ti scriveva".

Dal diario esce il ritratto di un soldato venuto da una famiglia povera ma dignitosa, uomo serio con la passione per il disegno, entrato nell'esercito con entusiasmo, per viaggiare ma anche per avere i soldi necessari a mantenere la famiglia. Quando Dana partorisce, il marito sceglie di non esserci per rimanere vicino ai suoi soldati sui luoghi di battaglia. Ossessionato dai ricordi del sangue delle battaglie, quando torna a casa in licenza per le uniche due settimane che riuscirà a passare con il figlio prima di morire.

Dana cerca con il suo racconto di salvaguardare un ricordo, di renderlo unico e resistente al tempo. Vincitrice di un premio Pulitzer, donna di successo nel giornalismo, ascolta con una fitta al ventre i colleghi urlare da un angolo all'altro della redazione i numeri sui nuovi morti americani in Iraq. Notizie dimenticate in fretta.

E quando la telefonata con la notizia della morte del marito arriva a lei, decide di ricordare, cercare, tentare di capire, con giornalistico masochismo, cosa sia davvero successo e quanto abbia realmente sofferto l'uomo che amava mentre moriva, con un libro prima di tutto inno alla normalità, storia di due persone forti che si conoscono, imparano a volersi bene e condividono un figlio. Con un attaccamento alla vita che quando la morte colpisce la tranquillità quotidiana, diventa più forte.

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<p>Foto d'archivio di momenti di intimit&agrave; familiare. REUTERS/Ray Stubblebine/Hasbro/Handout</p>