Nota ai registi del Sundance: essere particolari

mercoledì 27 gennaio 2010 12:48
 

LOS ANGELES (Reuters) - Solo pochi anni fa, un regista debuttante avrebbe potuto presentare un buon film o un'idea nuova al Sundance Film Festival e, solo per averlo fatto in quell'occasione, se ne sarebbe andato via con un sostanzioso assegno in tasca. Ma ora non più.

Sundance, la principale rassegna Usa per film indipendenti, è arrivato ieri al sesto giorno di programmazione e pochi sono stati i titoli che hanno suscitato l'attenzione e mosso le tasche dei distributori.

Sono finiti i giorni in cui i titoli dei giornali celebravano vendite record delle opere presentate e i distributori compravano le pellicole solo per avere un ruolo nel mercato dei film a basso costo.

Le rassegne inebrianti della fine degli anni '90 e dei primi anni 2000 sono state soppiantate da edizioni in cui gli addetti ai lavori cercano dei film unici, particolari, più facili da proporre e da vendere.

"C'è più attenzione alla brillantezza e all'unicità", dice Jason Constantine, presidente della sezione acquisti di Lionsgate, studio cinematografico indipendente.

Dopo due anni di tempi difficili, sta comunque tornando un'aura di ottimismo al Sundance.

L'aumento degli incassi dei botteghini del 2009 sta sostenendo le speranze.

Commedie leggere, film d'avventura e musical i film che sono andati meglio durante la recessione. In generale, le produzioni a lieto fine l'hanno fatta da padrone. Basti ricordare "The Millionaire", il film indipendente che ha vinto otto Oscar.

"Non direi che i film tetri non possono andare", dice il presidente di Sony Pictures Classics . "I film con soggetti tenebrosi e cupi sono più difficili (da vendere), ma possono comunque funzionare quando pieni d'energia. Devono avere qualcosa di veramente caratteristico".

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<p>Kevin Kline al suo arrivo al Sundance Film Festival in corso a Park City,Utah. REUTERS/Robert Galbraith</p>