25 gennaio 2010 / 19:26 / 8 anni fa

Vescovo polacco provoca irritazione con commenti su Olocausto

di Philip Pullella

ROMA (Reuters) - Le dichiarazioni di un importante vescovo cattolico della Polonia hanno provocato oggi irritazione tra la comunità ebraica dopo che ha detto che gli ebrei si sono "impossessati" dell'Olocausto come di un'"arma di propaganda".

Le dichiarazioni del vescovo Tadeusz Pieronek, ex capo della conferenza episcopale polacca, hanno provocato preoccupazioni tra i responsabili delle comunità ebraiche in Polonia e in Italia dopo essere state pubblicate sul sito Web www.pontifex.roma.

Successivamente Pieronek è apparso in tv per dire che le sue dichiarazioni sono state travisate e ha negato di aver pronunciato in particolare la frase, a lui attribuita, "l'Olocausto in quanto tale è un'invenzione degli ebrei".

Ha detto anche di non aver "autorizzato" la diffusione dell'intervista, che era disponibile anche questa sera sul sito Web.

"E' innegabile che la maggior parte delle vittime nei campi di concentramento fosse ebrea ma c'erano anche zingari polacchi, italiani, e cattolici", ha detto, secondo quanto riferito.

Mercoledì prossimo in alcuni Paesi si celebrerà la Giornata internazionale della memoria in occasione del 65esimo anniversario della liberazione dai nazisti del campo di concentramento di Auschwitz.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente polacco Lech Kaczynski e diversi ministri provenienti da altri Paesi europei dovrebbero partecipare agli eventi commemorativi ad Auschwitz.

"Non è corretto espropriare questa tragedia per scopi di propaganda", ha detto Pieronek, aggiungendo che le giornate della memoria dovrebbero tenersi anche per le "vittime del Comunismo, per i cattolici, per i cristiani perseguitati e via dicendo".

Ha poi puntualizzato: "Ma loro, gli ebrei, hanno dalla loro la stampa perché dispongono di solidi capitali finanziari, di un enorme potere e dell'appoggio incondizionato degli Stati Uniti e ciò favorisce una certa arroganza che considero insopportabile".

"Sono davvero sconvolto per queste dichiarazioni, soprattutto per il fatto che provengono da un esponente della gerarchia cattolica", ha commentato Leone Passerman, ex-presidente della comunità ebraica di Roma, tra coloro che hanno accolto Papa Benedetto XVI durante la sua visita alla sinagoga della Capitale lo scorso 17 gennaio.

Abe Foxman, a capo della Anti-Defamation League negli Usa, ha commentato: "E' così triste che 65 anni dopo la liberazione di Auschwitz un religioso polacco sia ancora impegnato nella retorica anti-semita con così tanto sangue ebreo versato sul suolo della Polonia".

Pieronek, alla domanda se l'Olocausto sia stato sfruttato, ha risposto: "Certo che sì. E' stato usato come un'arma di propaganda per trarre vantaggi spesso ingiustificati".

Piotr Kadlcik, a capo della comunità ebraica in Polonia, la più vasta in Europa prima della Seconda Guerra mondiale, ha detto di sperare che la controversia non abbia strascichi in occasione delle prossime Giornate della Memoria dell'Olocausto.

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