Guerre meno mortali che nel passato, dice rapporto

giovedì 21 gennaio 2010 13:08
 

di Patrick Worsnip

NAZIONI UNITE (Reuters) - Le guerre sono meno mortali che in passato e i tassi di mortalità nazionali continuano a diminuire anche durante i conflitti, grazie a combattimenti più circoscritti e a una migliorata assistenza sanitaria.

Lo dice una relazione frutto di un progetto canadese sponsorizzato da quattro governi europei e presentata ieri alle Nazioni Unite.

La relazione nega che i caduti in guerra nella Repubblica Democratica del Congo abbiano raggiunto i 5,4 milioni, affermando che la cifra è "molto più alta di quella reale". Non ha comunque fornito una stima alternativa limitandosi a suggerire che il bilancio dei morti dovrebbe attestarsi su una cifra inferiore alla metà.

"Pensiamo che il bilancio delle guerre e il numero di persone uccise annualmente in ciascun conflitto siano diminuiti fortemente", ha detto in una conferenza stampa al palazzo delle Nazioni Unite Andrew Mack, direttore del progetto.

Dal 2000, un conflitto ha ucciso in media il 90% di persone in meno all'anno rispetto a quanto avveniva negli anni '50, dice il Human Security Report Project presso l'Università di Vancouver Simon Fraser.

Nel 2007, un conflitto medio ha ucciso meno di 1.000 persone come conseguenza diretta delle violenze. Il numero di conflitti ad alta intensità è inoltre diminuito del 70% a partire dalla fine della Guerra Fredda.

Le guerre combattute con grandi eserciti, armi pesanti e coinvolgimento di grandi potenze sono state soppiantate da rivolte su scala ridotta per lo più combattute da gruppi ribelli dotati di armi leggere. Lo afferma la relazione, dal titolo "I costi ridotti della guerra".

Il rapporto sottolinea che, in guerra, la maggioranza delle vittime deriva dalla mancanza di cibo e dalla diffusione di malattie anche se il miglioramento delle condizioni sanitarie durante i periodi di pace ha permesso di far crollare il numero di morti anche durante la guerra.   Continua...

 
<p>Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon in visita in Congo. REUTERS/Finbarr O'Reilly</p>