Cuba, figlia Raul Castro attacca partito sui diritti omosessuali

mercoledì 20 gennaio 2010 13:41
 

L'AVANA (Reuters) - La figlia del presidente cubano Raul Castro ha accusato il partito comunista al governo di discriminare gli omosessuali e ha annunciato di volere scrivere una lettera ai "leader" - tra cui il padre e lo zio Fidel - perché questa situazione finisca.

Mariela Castro, sessuologa che si batte per i diritti degli omosessuali, ha detto che il partito esclude i gay che vogliono diventarne membri.

"Non è esplicitamente scritto in alcuno statuto, ma di fatto sono respinti", ha detto la donna durante l'apertura di una conferenza sull'educazione sessuale.

"Il tuo orientamento politico non ha niente a che vedere con quello sessuale", ha detto Castro, che è a capo del National Center of Sex Education di Cuba. "E' assurdo, ridicolo".

La figlia del presidente cubano ha detto che nella lettera che sta scrivendo - e che sarà spedita "il prima possibile" - chiederà esplicitamente che venga inserita nello statuto la politica della non-discriminazione.

Fidel Castro, che ha ceduto la carica di presidente al fratello Raul, è tutt'ora leader del partito comunista. La nipote, che ha anche manifestato per le strade dell'Avana a favore dei diritti degli omosessuali, ha chiesto da tempo che il governo approvi una legge che legalizzi i matrimoni tra gay.

"Continueremo a lottare contro questi pregiudizi", ha affermato la donna.

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<p>Mariela Castro, figlia di Raul Castro, in una foto d'archivio. REUTERS/Casper Christoffersen/Scanpix</p>