Polanski, legali contro estradizione e nuova sentenza

mercoledì 20 gennaio 2010 10:28
 

LOS ANGELES (Reuters) - Gli avvocati di Roman Polanski sostengono che il regista non debba essere ulteriormente giudicato per l'accusa di aver fatto sesso con una minore nel 1977 e che il suo reato non prevede l'estradizione secondo il trattato americano con la Svizzera.

Nei documenti legali presentati in vista dell'udienza del 22 gennaio, i legali del regista premio Oscar sostengono che non debba essere inflitta altra punizione perché Polanski ha fatto quello che il giudice gli aveva chiesto dopo essersi dichiarato colpevole di aver fatto sesso con una 13enne.

Polanski trascorse 42 giorni in un carcere della California nel 1977 sottoponendosi a controlli psichiatrici in quello che gli avvocati definiscono un accordo che si suppone fosse la sua piena punizione.

Il regista fuggì però da Los Angeles alla vigilia della sua condanna formale nel 1978, credendo che il giudice del caso, Laurence Rittenband, che ora è morto, rinnegasse l'accordo.

Polanski, 76 anni, che ha trascorso la maggior parte degli ultimi 30 anni in Francia, è stato arrestato a settembre su mandato Usa al suo arrivo in Svizzera per un festival del cinema.

I suoi legali hanno aggiunto che Polanski si oppone all'estradizione perché il trattato Usa con la Svizzera copre reati con pene in sospeso, mentre per gli avvocati il regista de "Il pianista", "Chinatown" e "Rosemary's Baby" ha già scontato la pena.

I magistrati di Los Angeles sostengono che Polanski debba tornare in California senza ricevere trattamenti di favore perché è una celebrità.

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<p>Douglas Valton, legale del regista Roman Polanski, in una foto d'archivio. REUTERS/Jae C. Hong/Pool</p>