Haiti, per Onu adozione straniera dei bimbi "ultima spiaggia"

martedì 19 gennaio 2010 16:23
 

GINEVRA (Reuters) - Gli orfani e i bimbi abbandonati a Haiti dopo il devastante terremoto della settimana scorsa potranno essere adottati all'estero solo come misura estrema. Lo ha detto oggi l'Unicef, Il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia.

L'Agenzia Onu sta cercando di identificare e registrare i minori non accompagnati che si aggirano per le caotiche strade della capitale Port-au-Prince , i cui parenti sono morti o risultano scomparsi dal giorno del terremoto.

Gli Stati Uniti hanno illustrato procedure speciali per alcuni orfani haitiani. La portavoce Unicef Veronique Taveau ha detto però che l'Agenzia teme che si possano verificare traffici di bimbi.

"La posizione dell'Unicef è sempre stata quella che in qualsiasi situazione umanitaria, va favorita la riunificazione familiare", ha detto Taveau durante un'informativa alla stampa.

Se i genitori sono morti o assenti, bisogna cercare di riunire il bimbo con la propria famiglia allargata, tra cui i nonni, ha detto la portavoce. E un minore dovrebbe "rimanere possibilmente nel suo Paese di nascita".

"L'ultima spiaggia è l'adozione transnazionale", ha detto Taveau.

Prima del sisma, il 48% della popolazione di Haiti aveva meno di 18 anni, secondo l'Unicef.

L'Agenzia ha parlato anche di notizie su violenze contro i bambini haitiani da quando è avvenuto il terremoto, ma non ha fornito dettagli.

Gli Stati Uniti consentiranno temporaneamente l'ingresso di bimbi haitiani orfani per ricevere cure, ha annunciato ieri la segretario della Sicurezza interna Usa Janet Napolitano.

La "politica condizionale umanitaria" degli Usa verrà applicata caso per caso ai bambini che risultano legalmente orfani e che possono essere candidati all'adozione in un altro Paese dal governo haitiano ed essere adottati da cittadini americani.

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<p>Un bambino osserva uno degli accampamenti di Port-au-Prince, ad Haiti. REUTERS/Carlos Garcia Rawlins</p>