Papa in sinagoga difende azione Vaticano per ebrei in II Guerra

domenica 17 gennaio 2010 18:08
 

ROMA (Reuters) - Papa Benedetto XVI, nel corso della sua prima visita alla sinagoga di Roma, ha difeso oggi l'attività del Vaticano a tutela degli ebrei durante la Seconda Guerra mondiale, dicendo che la Santa Sede "agì in modo discreto e nascosto".

Il Pontefice ha preso la parola dopo che un capo della comunità ebraica italiana gli aveva detto in modo schietto che Pio XII, il suo predecessore durante la Seconda Guerra mondiale, era rimasto in "silenzio" mentre avrebbe dovuto parlare con maggior forza contro l'Olocausto.

"Il silenzio di Pio XII davanti alla Shoah, duole ancora perché avrebbe dovuto fare qualcosa", ha detto Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma. "Forse non sarebbe riuscito a fermare i treni della morte, ma avrebbe lanciato un segnale, una parola di estremo conforto, di umana solidarietà, nei confronti di quei nostri fratelli trasportati verso i forni crematori di Auschwitz", ha aggiunto.

"La Sede apostolica svolse un'azione di soccorso, spesso nascosta e discreta", ha puntualizzato Benedetto nel suo discorso alla sinagoga.

La visita di oggi, la terza di Benedetto XVI in una sinagoga da quando è diventato Papa nel 2005, ha creato una profonda spaccatura in seno alla comunità ebraica italiana.

Molti ebrei sostengono infatti che Pio XII, Pontefice dal 1939 al 1958, non abbia fatto abbastanza per aiutare gli ebrei durante le persecuzioni naziste della Seconda Guerra mondiale. Secondo il Vaticano, Pio XII non rimase in silenzio davanti all'Olocausto ma lavorò dietro le quinte dato che un suo intervento pubblico avrebbe peggiorato la situazione sia per gli ebrei che per i cattolici in un'Europa sotto il dominio di Hitler.

Venerdì scorso il rabbino Giuseppe Laras, presidente dell'assemblea italiana dei rabbini, ha fatto sapere che non avrebbe partecipato alla visita di oggi in segno di protesta contro una serie di decisioni da parte del Vaticano, a suo dire, che hanno mancato di rispetto nei confronti degli ebrei.

Nel pomeriggio Benedetto XVI è stato accolto calorosamente dalla comunità romana ed ebraica al suo arrivo alla sinagoga sulle rive del Tevere a pochi passi dal Vaticano per iniziare la sua visita di due ore.

Stamani durante l'Angelus, il Papa aveva detto che la visita di oggi costituisce una ulteriore tappa nel cammino di amicizia tra cattolici ed ebrei.

Benedetto XVI aveva spiegato che "malgrado i problemi e le difficoltà (la visita rappresenta) un'ulteriore tappa nel cammino di concordia e di amicizia tra cattolici ed ebrei".

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<p>Papa Benedetto XVI stringe la mano al rappino capo di Roma Riccardo Di Segni durante la sua visita in sinagoga. REUTERS/Max Rossi</p>