Editoria, Antitrust: cambiare modalità al sostegno pubblico

venerdì 15 gennaio 2010 19:36
 

ROMA (Reuters) - Davanti alle novità che si sono affermate sul mercato editoriale il sostegno assicurato dal bilancio pubblico deve essere ripensato per consentire una maggiore concorrenza nel settore e garantire un supporto alle nuove iniziative che al momento appaiano penalizzate.

Lo sostiene l'Antitrust in un parere inviato a governo e Parlamento in vista dei possibili interventi correttivi legislativi che si stanno per prendere sul settore come una correzione dell'intervento sui giornali di partito fatto in Finanziaria.

L'analisi dell'Antitrust parte dalla constatazione che la veicolazione on line dell'informazione ha permesso la comparsa nel settore di nuovi soggetti.

Accanto ai siti Internet delle testate tradizionali, scrivono gli uomini del presidente Antonio Catricalà, "propongono notizie on line i portali e i motori di ricerca, i siti delle agenzie di stampa, i giornali diffusi esclusivamente on line, gli operatori dell'informazione radiotelevisiva, i blog, i gruppi di discussione, gli ambienti di social networking. L'attuale contesto competitivo dell'editoria quotidiana e periodica risulta dunque ben più ampio di quello tradizionale".

Una realtà che i criteri che presiedono all'erogazione dei contributi pubblici all'editoria non prendono adeguatamente in considerazione: "Risulta pertanto imprescindibile un sollecito intervento del legislatore" volto a rinnovare le modalità di erogazioni soprattutto per le due principali forme di intervento i contributi diretti a ripiano dei costi e quelli indiretti come le tariffe agevolate.

Per l'Antitrust, visto il quadro generale, sarebbe utile "che in un disegno fisiologico i contributi dovrebbero sostenere le nuove pubblicazioni nel momento di avvio della loro attività, favorirne il consolidamento e tornare poi disponibili per promuovere ulteriori progetti editoriali. L'attuale gestione delle sovvenzioni dirette ha invece condotto a una sistematica assegnazione di fondi agli stessi soggetti".

I contributi diretti, oggi, vengono concessi invece alle nuove iniziative editoriali al superamento del quinto anno di attività, "negando il sostegno economico nella fase di avvio dell'attività, vale a dire nel momento di massima precarietà ed esposizione finanziaria".

I contributi poi, dovrebbero "essere riferiti ai dati effettivi di vendita, i quali forniscono un'indicazione del numero di persone interessate a fruire dell'informazione fornita".

Tutto da rifare anche nel campo delle agevolazioni visto che, scrive l'Antitrust, "non hanno costituito una misura efficace per lo sviluppo delle vendite in abbonamento".   Continua...