Milano, "Cirk":virtuosismi e poesia di un microcirco cosmopolita

giovedì 14 gennaio 2010 09:03
 

MILANO (Reuters) - Una rincorsa frenetica di fantasia e virtuosismi per rimediare a un vuoto enorme... causato dalla sparizione di un elefante. Cercando di catturare malgrado quell'assenza l'attenzione del pubblico. In bilico fra lazzi da Commedia dell'Arte e poetica teatrale dai toni a volte malinconici.

Con "Cirk. Il teatro del circo", sino al 17 gennaio al TeatroStudio di Milano, il regista olandese Ted Keijser (all'attivo classici come "Peer Gynt" di Henrik Ibsen e "Racconto d'Inverno" di William Shakespeare) ha rinnovato l'originale ricerca che la compagnia teatrale "Pantakin", veneziana ma cosmopolita nella sua troupe (cinque attori provenienti da Italia, Belgio e Svizzera) sta svolgendo sul tema del circo, sulla scia della Commedia dell'Arte che ha segnato la storia artistica della città lagunare. Dove "Cirk" è andato in scena a cavallo di Capodanno al teatro Goldoni.

"Mi affascina ciò che hanno in comune artisti circensi e attori: la figura del clown. Perché appartiene nel contempo al teatro e al circo. Sotto il tendone del circo di una volta trovavamo tutto l'universo. La felicità e l'infelicità dell'essere umano. Il tentativo di mostrare il talento e, nel peggiore dei casi, il tentativo di sopravvivere", dice nelle note il regista. Che con "Cirk" mette in scena le vicende di cinque personaggi, tutti versatili ma ognuno con abilità particolari, dal giocoliere all'equilibrista sulla fune alla virtuosa della pertica cinese, ai clown.

L'ansia iniziale con cui gli artisti si affannano nel tentare di rimpiazzare quel grosso protagonista del loro circo, misteriosamente sparito, si trasforma rapidamente in pura energia creativa. E le suggestioni, evocate con palline, corda e pertica, ma anche con oggetti comuni come materassi, tavole apparecchiate o guardaroba, al ritmo delle musiche originali di Andrea Mazzacavallo, si intrecciano con le vicende dei protagonisti.

"Sotto il tendone del circo di una volta trovavamo in un micro-mondo tutto l'universo. Dal direttore al barista, dal trapezista al domatore, dal pianista all'inserviente di pista. La felicità e l'infelicità dell'essere umano. Il tentativo di mostrare il talento e, nel peggiore dei casi, il tentativo di sopravvivere. Il nostro Circk è popolato da questi personaggi", dice ancora il regista.

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<p>Il nuovo spettacolo del regista olandese Ted Keijser trae ispirazione dalle evoluzioni del circo. Foto d'archivio. REUTERS/Marcelo del Pozo</p>