Coppa d'Africa, 2 arresti per attentato a nazionale Togo

lunedì 11 gennaio 2010 10:38
 

LUANDA (Reuters) - Le autorità dell'Angola hanno arrestato due persone accusate di aver preso parte all'attentato contro il pullman della nazionale di calcio del Togo, che stava portando la squadra a Cabinda per partecipare alla coppa d'Africa, costato la vita a due membri della delegazione della squadra africana.

Il pubblico ministero angolano Antonio Nito ha fatto sapere in un comunicato che i due arrestati appartengono al Fronte per la Liberazione dell'Enclave di Cabinda, un movimento separatista in guerra con il governo dell'Angola da più di 30 anni.

"I due elementi del Flec sono stati catturati sulla scena dell'attentato, sulla strada per Massabi che collega Angola e Congo", ha fatto sapere Nito in un comunicato pubblicato dall'agenzia di stampa Angop.

La nazionale del Togo ha abbandonato Cabinda ieri sera, dopo che lo stesso governo togolese ha ordinato ai giocatori di ritirarsi dalla competizione, nonostante questi ultimi avessero annunciato in un primo momento di voler giocare il match contro il Ghana previsto per oggi.

Nell'imboscata di venerdì sono morti l'addetto stampa della nazionale Stanislas Ocloo, l'assistente allenatore Amalete Abalo e un conducente. Sette persone sono rimaste ferite, incluso il portiere di riserva Kodjovi Obilale, che è ora ricoverato in condizioni stabili in un ospedale sudafricano.

La coppa d'Africa è cominciata ufficialmente ieri, con il pirotecnico pareggio tra Angola e Mali. L'Angola, sopra di quattro gol a 11 minuti dal termine, si è fatta rimontare e ha concluso il suo match d'esordio con un incredibile pareggio per 4-4.

Oggi esordirà la grande favorita per la vittoria finale, la Costa d'Avorio, che affronterà, con imponenti misure di sicurezza, il Burkina Faso proprio a Cabinda, luogo dell'attentato al Togo.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
<p>Il centravanti e capitano della Costa d'Avorio, Didier Drogba. REUTERS/Katrina Manson</p>