Rosarno, Coldiretti: prezzo arance dal campo alla tavola +474%

domenica 10 gennaio 2010 16:32
 

ROMA (Reuters) - Il prezzo pagato ai produttori per le arance continua a diminuire mentre il costo di questi agrumi per i consumatori è aumentato fino al 474%. E' quanto emerge da una analisi elaborata da Coldiretti in occasione dei fatti di Rosarno.

"Le arance sono pagate in media 27 centesimi al chilo nelle campagne, in calo rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione, ma il prezzo moltiplica fino a 1,55 euro al chilo sul banco dei consumatori con ricarichi del 474% dal campo alla tavola", si legge in una nota di Coldiretti.

Nella nota si precisa che "la situazione è ancora più grave per le arance destinate alla produzione di succo che vengono pagate appena 3-4 centesimi al chilo anche perché manca l'obbligo di indicare l'origine nel succo nelle bevande e viene 'spacciato' come Made in Italy quello importato dal Brasile o dalla Florida".

Secondo Coldiretti, con una produzione che quest'anno è stimata sui 2,3 milioni di tonnellate, "il compenso riconosciuto agli agricoltori è insostenibile a causa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera".

"Va garantita la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro", ha detto il presidente della Coldiretti Sergio Marini, precisando che "la situazione colpisce la componente più debole dei lavoratori agricoli come gli immigrati, ma anche le tante imprese oneste agricole che operano nella legalità".

Dopo due giorni di violente proteste con polizia e abitanti e una vera e propria caccia all'immigrato, altri due immigrati sono stati presi a sprangate nella notte da abitanti di Rosarno, in Calabria, dopo che avevano cercato di fuggire all'arrivo della polizia, ha detto oggi una fonte inquirente. I due sono stati ricoverati in ospedale a Gioia Tauro.

Da ieri centinaia di extracomunitari che lavoravano come braccianti vivendo in condizioni di completo degrado hanno lasciato Rosarno o sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza nel Crotonese.

Coldiretti sottolinea che la presenza di immigrati è una componente strutturale dell'agricoltura italiana, che conta sul 10% di extracomunitari sul totale dei lavoratori delle campagne.

"Sono molti i 'distretti agricoli' dove i lavoratori immigrati sono diventati indispensabili come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell'uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana o del pomodoro in Puglia".

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