Cina, regista tibetano condannato a 6 anni di carcere

venerdì 8 gennaio 2010 09:00
 

PECHINO (Reuters) - Un tribunale cinese ha condannato il regista tibetano Dhondup Wangchen a sei anni di carcere per aver realizzato un documentario in cui alcuni tibetani elogiano il Dalai Lama e si lamentano del fatto che la loro cultura sia stata calpestata. Lo rende noto il sito web Leavingfearbehind.com, che pubblicizza il film.

Nel documentario compaiono una serie di interviste a persone comuni di etnia tibetana che parlano del proprio amore per il leader spirituale in esilio e credono che i Giochi olimpici di Pechino abbiano portato pochi miglioramenti alle loro vite.

Wangchen e il suo amico monaco, Golog Jigme, sono stati arrestati poco dopo aver finito il film, ma sono riusciti a far uscire il materiale girato dalla Cina.

La condanna di Dhondup Wangchen è stata pronunciata il 28 dicembre a Xining, capoluogo della provincia di Qinghai, dice un comunicato pubblicato sul sito web, che ne chiede il rilascio.

Secondo il sito, il regista non ha potuto disporre di assistenza legale esterna, e il governo ha impedito l'accesso a un avvocato ingaggiato dalla famiglia dell'imputato.

"Faccio appello alla corte di Xining perché consenta a mio marito di avere un rappresentante legale di propria scelta", ha scritto nel comunicato la moglie Lhamo Tso.

"I miei e io siamo disperati alla prospettiva di non poterlo vedere per così tanti anni. Chiediamo alle autorità cinesi di mostrare umanità e di rilasciarlo. Mio marito non è un criminale, ha solo cercato di mostrare la verità".

La portavoce del ministro degli Esteri cinese Jiang Yu ha detto di non conoscere il caso, ma che tutti i cittadini cinesi dispongono dei diritti di base, tra cui la libertà di parola.

"Si è puniti solo se si infrange la legge", ha detto la portavoce durante una normale riunione informativa del ministero a Pechino.   Continua...

 
<p>Tibetani in viaggio da Shigatse a Tsedang. REUTERS/Nir Elias (CHINA SOCIETY)</p>