Web, in Malaysia polemica su "Allah" sbarca su Facebook

lunedì 4 gennaio 2010 13:36
 

di Razak Ahmad

KUALA LUMPUR (Reuters) - Oltre 43.000 abitanti della Malaysia hanno scelto di protestare anche sul Web contro una sentenza che permette a un quotidiano cattolico di utilizzare il nome "Allah" per fare riferimento al Dio dei cristiani, mettendo così in evidenza la crescente rabbia del mondo islamico nel Paese a maggioranza musulmana.

Circa 1.500 persone nel giro di un'ora oggi sono diventate sostenitrici di un gruppo sul social network Facebook dopo che la scorsa settimana la sentenza di un tribunale ha diviso i partiti politici e anche le famiglie.

Tra coloro che hanno dato il proprio sostegno alla protesta ci sono anche il vice-ministro del Commercio Mukhriz Mahathir -- il figlio del premier che ha governato più a lungo la Malaysia, Mahathir Mohamed -- mentre la figlia di Mahathir, Marina, ha definito sul suo blog (rantingsbymm.blogspot.com/) degli "idioti" coloro che criticano la decisione del tribunale.

Il governo oggi ha detto di aver presentato appello contro la sentenza tra i timori che la vicenda possa provocare scontri religiosi e razziali in un Paese che conta 28 milioni di abitanti e ha vaste minoranze cristiane, buddiste e hindu.

La Chiesa cattolica, che pubblica una versione in malese del suo quotidiano, The Herald, ha detto di aver usato la parola "Allah" in riferimento al Dio dei cristiani per venire incontro ai bisogni dei suoi fedeli che parlano la lingua malese sull'isola del Borneo.

La sentenza della Suprema corte di Kuala Lumpur giunge in seguito al divieto imposto dal governo al settimanale Herald a gennaio dello scorso anno sull'uso del nome "Allah" da parte dei cristiani.

Il governo è dell'opinione che l'utilizzo di una parola araba possa offendere la sensibilità dei musulmani che rappresentano il 60% dei 28 milioni di abitanti della Malaysia, mentre i cristiani -- tra cui ci sono anche 800.000 cattolici -- rappresentano circa il 9,1%

The Herald è diffuso a Sabah e a Sarawak nel Borneo dove la popolazione indigena è stata convertita al cristianesimo oltre un secolo fa e dove la parola è stata usata comunemente nelle preghiere per decenni.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
<p>Il direttore del quotidiano della Malaysia "Herald, The Catholic Weekly", padre Lawrence Andrew, mostra ai fotografi una Bibbia scritta in arabo, all'uscita dal tribunale di Kuala Lumpur. REUTERS/Bazuki Muhammad</p>