Vaticano cerca di rassicurare ebrei su Pio XII

mercoledì 23 dicembre 2009 14:32
 

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Il Vaticano ha cercato oggi di rassicurare gli ebrei, affermando che la decisione di far avanzare la procedura di beatificazione di Pio XII rappresenta un riconoscimento della sua fede cristiana e non un giudizio storico definitivo sul suo papato.

Il capo della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha diramato un lungo comunicato per spiegare le ragioni che hanno portato Papa Benedetto XVI ad approvare il decreto di riconoscimento delle "virtù eroiche" di Pio XII, accusato da alcuni ebrei di avere chiuso gli occhi di fronte all'Olocausto, con l'obiettivo di calmare le acque in vista della prima visita del Pontefice alla sinagoga di Roma a gennaio.

La decisione sulle "virtù eroiche" riguarda il modo in cui Pio ha vissuto la fede, ha detto Lombardi, ma è stata accolta con irritazione dalla comunità ebraica.

Le due tappe che separano il Papa della seconda guerra mondiale dalla santità sono la beatificazione e la canonizzazione, ed entrambe potrebbero durare degli anni.

Il Vaticano conferma che Pio XII ha lavorato dietro le quinte a favore degli ebrei, perché un suo intervento diretto avrebbe peggiorato la situazione sia degli ebrei che dei cattolici in Europa, ma la comunità ebraica ha respinto questa interpretazione.

Nel comunicato odierno si legge che "l'attenzione e la preoccupazione di Pio XII per la sorte degli ebrei... sono largamente testimoniate e riconosciute anche da molti ebrei" dopo la guerra. Ma "rimane aperta anche in futuro la ricerca e la valutazione degli storici nel loro campo specifico", quando tra alcuni anni l'enorme mole di documenti contenuti negli archivi sarà disponibile al pubblico.

La decisione di Benedetto XVI di firmare il decreto sulle virtù eroiche "non va in alcun modo letta come un atto ostile contro il popolo ebraico", prosegue la nota.

Dopo la sua elezione nel 2005, Papa Ratzinger ha visitato sinagoghe nella nativa Germania e negli Stati Uniti. Ma la visita al tempio sul lungotevere romano è molto significativa, perché le relazioni tra il Vaticano e la più antica comunità ebraica dai tempi della diaspora sono spesso state considerate come un barometro dei rapporti tra le due comunità religiose su scala mondiale.

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