Matrimoni gay, da Città del Messico il primo ok sudamericano

martedì 22 dicembre 2009 11:54
 

CITTA' DEL MESSICO (Reuters) - Città del Messico è diventata la prima città dell'America Latina a legalizzare i matrimoni omosessuali.

La legislazione approvata ieri va ben al di là di quella del 2006, che consentiva le unioni civili tra coppie dello stesso sesso, concedendo a queste ultime gli stessi benefici finanziari concessi alle coppie eterosessuali. Con il voto favorevole del parlamento, con maggioranza di sinistra, le coppie gay avranno anche la possibilità di adottare dei bambini.

A fine seduta gli attivisti hanno applaudito la decisione dell'aula. Uomini e donne si sono abbracciati e hanno sventolato bandiere con i colori dell'arcobaleno, che simboleggiano i diritti dei gay.

"Stiamo mettendo la parola fine alla segregazione e alla stigmatizzazione di un settore della società, concedendo finalmente pieni diritti (alle coppie gay)", ha detto David Razu, parlamentare del Partito Socialdemocratico e promotore della legge, a Reuters.

Il disegno di legge ora dovrà essere firmato dal sindaco di Città del Messico Marcelo Ebrard, promotore tra l'altro di altre misure progressiste come l'aborto in determinate circostanze.

I parlamentari conservatori si sono fermamente opposti alla legge e anche i leader ecclesiastici faranno prevedibilmente delle pressioni sul sindaco affinché quest'ultimo non firmi questo disegno di legge.

L'arcidiocesi cattolica messicana ha già fatto sapere che legalizzare i matrimoni gay sarebbe immorale e che questa legge distruggerà le famiglie.

"Riconoscere le unioni civili omosessuali come matrimonio va contro il bene comune e lo sviluppo dei nostri bambini", ha detto Giovanni Gutierrez, membro del Pan, il partito del presidente Felipe Calderon.

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<p>Una coppia gay a Citt&agrave; del Messico REUTERS/Daniel Aguilar</p>