22 dicembre 2009 / 08:07 / tra 8 anni

Patacche i dubbi online su ferimento Berlusconi, dice esperto

<p>Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo l'attacco subito a Milano. REUTERS/Livio Anticoli</p>

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Le teorie cospiratorie rimbalzate negli ultimi giorni su Internet, ipotizzando che l‘aggressione al premier Silvio Berlusconi a Milano fosse solo una messinscena, ad una verifica concreta non hanno fondamento. Ma affondano le radici in una tendenza a mescolare realtà e finzione, a propagare notizie senza controllarne la veridicità, purtroppo diffusa anche tra alcuni dei principali media.

E’ quanto sostiene un esperto che da anni si dedica a individuare e studiare le informazioni false che circolano nel web.

"Questi complotti complicatissimi e ad altissimo rischio di fallimento sembrano plausibili a persone avulse dalla realtà, abituate a confondere X Files con il telegiornale", dice a Reuters al telefono da Lugano Paolo Attivissimo, giornalista della radiotelevisione svizzera e veterano della "caccia alle bufale" online, autore di un sito molto seguito (www.attivissimo.net/) che raccoglie da anni segnalazioni su pseudo misteri, leggende metropolitane e presunti complotti, definito ironicamente "discarica dei deliri digitali".

Nel caso del ferimento di Berlusconi, circolano video online che definiscono “sospetti” particolari come il fatto che non sia ben visibile nelle immagini l‘oggetto (una riproduzione del Duomo di Milano) che colpisce il premier, il “fazzoletto nero” con cui subito dopo il presidente del Consiglio si copre il volto, l‘oggetto che compare nella mano di una delle sue guardie del corpo all‘interno dell‘auto, che sarebbe potuto servire a spruzzargli del sangue finto.

Per l‘esperto, si tratta di sospetti risibili. “L‘oggetto contundente non si vede bene per un problema tecnico: non si tratta di foto ma di immagini televisive mosse; sul volto poi il premier si porta non un fazzoletto ma un sacchetto nero che aveva in mano, appena ricevuto da una persona al di là delle transenne, come mostrano altre immagini. Quanto all‘oggetto ‘per applicare il sangue’, può essere un oggetto in uso alle guardie del corpo. Ed ha molte analogie con un certo tipo di torcia elettrica, individuata attraverso i lettori”, spiega Attivissimo.

Per come è stata ricostruita, una “cospirazione” del genere avrebbe tantissimi punti di rischio di fallimento, dice il giornalista. Visto che sarebbe bastata l‘istantanea di un fotografo nel momento in cui il “finto feritore”, magari un bravo attore invece che uno squilibrato, avesse lanciato l‘oggetto senza fare centro, per svelare la messinscena.

DETECTIVE IN PANTOFOLE E MEDIA CHE NON CONTROLLANO

“Tutti questi detective in pantofole davanti a YouTube, che pensano di saperne più di patologi e di periti balistici, hanno in comune una ‘sindrome del cospiratore pasticcione’. Credono cioè che i cospiratori siano in grado di corrompere e coinvolgere chiunque nei propri piani. Ma che contemporaneamente seminino maldestramente una serie di indizi sospetti”, dice ancora Attivissimo. Convinto che la differenza tra questa tesi sul ferimento di Berlusconi e casi reali come piazza Fontana e Ustica, sia “che i complotti reali sono sempre semplici...”.

Se è spesso Internet a finire in questi casi sotto accusa, per Attivissimo in realtà la tendenza a cedere all‘irrazionale, a credere a tesi senza fondamento vede complici i media tradizionali.

“Ci sono programmi televisivi che parlano di gente rapita da alieni, di donne che partoriscono feti strani... ci sono giornali abituati a pubblicare qualsiasi scemenza... si è persa la responsabilità di non ingannare i lettori e indagare prima di raccontare”, osserva. Il risultato, dice, è che si possono evocare paure, timori infondati nei confronti della scienza e della tecnologia, dai vaccini alle antenne per la telefonia mobile. Che talvolta rimbalzano perfino sulla scena politica. Come le diverse interrogazioni parlamentari sulle presunte “scie chimiche velenose” emesse dagli aerei, una delle tante leggende metropolitane.

Di indagini su patacche, leggende e catene di Sant‘Antonio, Attivissimo, che si occupa anche di traduzione tecnica di brevetti, ne ha collezionate ormai 350. Da tesi bizzarre a casi importanti come l‘11 Settembre (l‘ipotesi del complotto “all‘inizio mi sembrava quasi plausibile... poi ho scoperto che era una grossa bufala”).

Un‘attività la sua, che nel web ha grande seguito ma attira anche critiche. Talvolta inquietanti. “C’è chi mi accusa di essere pagato dalla Cia, chi dagli Illuminati”, dice il giornalista. Che tra i suoi detrattori annovera i “complottisti”’ seguaci delle teorie dello scrittore inglese David Icke. Che considerano il giornalista scova-bufale solo... un ologramma, dietro al quale si celerebbe uno degli extraterrestri rettili antropomorfi che vogliono conquistare il pianeta. In buona compagnia, assieme a George Bush padre ed alla regina Elisabetta d‘Inghilterra.

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