Messico, turismo in ripresa dopo crollo per influenza H1N1

martedì 15 dicembre 2009 11:34
 

CITTA' DEL MESSICO (Reuters) - Il Messico sta affrontando una crisi del settore del turismo da 1,6 miliardi di dollari, a causa dell'epidemia di influenza H1N1, ma il calo delle entrate è stato più contenuto rispetto alle previsioni e i turisti dovrebbero tornare nel 2010.

Lo ha fatto sapere oggi il governo messicano. Il turismo è la quarta fonte di guadagno per il Paese dopo le esportazioni di petrolio, le tasse dei migranti e gli investimenti esteri diretti. Nel 2008, per esempio, i visitatori hanno speso la bellezza di 13,3 miliardi di dollari tra le spiagge bianche messicane, le sue città coloniali e i suoi reperti archeologici.

Ma quest'anno il turismo in Messico è stato colpito non solo dall'influenza H1N1, ma anche dalla guerra tra gang e dalla crisi economica globale, un cocktail indigesto per una delle principale industrie del Paese.

"Non è mai successo quello che è successo quest'anno", ha detto il ministro del Turismo Rodolfo Elizondo. "La crisi economica, l'influenza, la questione del traffico di droga. Questi fattori, messi insieme, sono stati la causa di un anno davvero difficile".

Il calo nelle entrate generate del turismo, comunque, è stato meno drammatico delle previsioni, che parlavano di perdite di due o addirittura quattro miliardi di dollari. Tra gennaio e ottobre, invece, il Messico ha generato entrate per nove miliardi di dollari, il 17% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008. Secondo le stime fatte da Elizondo, nel 2010 il turismo dovrebbe però tornare a generare entrate per 13 miliardi di dollari, più o meno il livello dello scorso anno.

Il Messico, che l'Organizzazione Mondiale del Turismo ha inserito tra le 10 principale mete turistiche del mondo, ha visto la sua immagine sensibilmente danneggiata dallo scoppio dell'epidemia di influenza H1N1, avvenuto tra aprile e maggio, che ha paralizzato Città del Messico e allontanato milioni di turisti.

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<p>Foto d'archivio di turisti a Cozumel, Messico. REUTERS/Gerardo Garcia</p>