Riscaldamento, oltre 100 Paesi a favore obiettivi più stringenti

giovedì 10 dicembre 2009 14:54
 

COPENAGHEN (Reuters) - Più della metà dei 192 Paesi riuniti a Copenaghen per il vertice Onu sul cambiamento climatico sostiene, per contrastare il riscaldamento globale, restrizioni molto maggiori di quelle caldeggiate dalle nazioni ricche. Lo ha detto un gruppo di piccoli stati insulari.

Il gruppo, secondo il quale l'aumento del livello del mare potrebbe spazzare via i loro paesi, ha denunciato che il limite dei 5 metri proposto nella conferenza di Copenaghen non tutela molte isole nell'Oceano Pacifico e nell'Oceano Indiano.

Dessima Williams, capo dell'alleanza di 43 piccoli stati insulari (AOSIS) e cittadina di Grenada, ha detto che il consenso per condizioni più stringenti è aumentato negli ultimi 5 mesi da 86 a più di 100 nazioni. La loro richiesta è di limitare l'aumento del riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius in più rispetto ai livelli preindustriali.

"Più di metà dell'Onu chiede obiettivi ambiziosi e specifici", ha detto Williams in una conferenza stampa all'interno della conferenza dove le 192 nazioni stanno cercando di elaborare un trattato che succeda il Protocollo di Kyoto.

Le nazioni meno sviluppate, principalmente africane, e i piccoli stati insulari sono tutti d'accordo per perorare la causa del tetto di 1,5 gradi Celsius che comporterebbe un taglio delle emissioni delle nazioni ricche di circa il 45% nel periodo compreso tra il 1990 e il 2020.

A Copenaghen, qualsiasi accordo richiede il consenso di tutti. I maggiori ostacoli per l'unanimità sono due: la quota dei tagli di gas serra da richiedere ai paesi ricchi e l'ammontare dei fondi da offrire per sostenere i paesi poveri in questo processo.

Molti paesi industrializzati e le principali economie emergenti, guidate da Cina e India, puntano al tetto di 2 gradi Celsius in più rispetto all'età preindustriale. Le temperature sono già aumentate di 0,7 gradi Celsius e sono predestinate a un ulteriore aumento.

"Siamo in prima linea per affrontare il cambiamento climatico", ha detto Williams aggiungendo che AOSIS avrebbe voluto che a Copenaghen si arrivasse a un trattato vincolante piuttosto che alla semplice dichiarazione politica, soluzione questa supportata dai paesi sviluppati.

Anche con il riscaldamento attuale molte isole subiscono "danni significativi, alcune sono quasi ricoperte dall'acqua, alcune stanno perdendo le loro fonti d'acqua potabile". Inoltre, alcune barriere coralline vengono danneggiate dall'aumento delle temperature.

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<p>Un orso polare in territorio canadese. REUTERS/Iain D. Williams (CANADA ENVIRONMENT ANIMALS)</p>