Timori per il clima riportano l'attenzione al "vecchio" uranio

giovedì 10 dicembre 2009 14:40
 

di Eric Onstad

LONDRA (Reuters) - L'uranio, il minerale bianco-argentato che fa funzionare i reattori nucleari, è al centro di un'attenzione crescente mentre aumenta la richiesta energetica da parte dei paesi emergenti, e anche come uno strumento utile a ridurre le emissioni di carbonio.

Mentre i leader mondiali si riuniscono a Copenaghen per raggiungere un accordo sul riscaldamento globale, molti paesi hanno colto al volo quella dell'uranio e dell'energia nucleare come una soluzione energetica carbon-free, nonostante l'opposizione degli ambientalisti per ragioni legate alla sicurezza.

La causa dell'uranio è sostenuta dalle stime secondo cui la richiesta di elettricità dovrebbe crescere fino a due terzi entro il 2030, guidata dalle nazioni emergenti come Cina e India.

"Bisogna riempire un gap di quasi 12mila miliardi di kilowattora entro il 2030", ha commentato l'analista di Cibc Ian Parkinson in una nota di ricerca. "Ci aspettiamo che l'energia nucleare giochi un ruolo maggiore nella crescita".

La maggior parte degli ambientalisti sono ancora fermi nell'opposizione all'energia nucleare, sostenendo che i problemi stringenti restano irrisolti, come la minaccia che il combustile nucleare possa finire nelle mani sbagliate e la necessità di trovare uno stoccaggio sicuro per i rifiuti radioattivi.

LA PATTUMIERA DELLA STORIA"

"La promozione dell'energia nucleare come risposta al cambiamento climatico è un diversivo pericoloso dalle soluzioni reali: una massiccia produzione di energia rinnovabile e l'adozione dell'efficienza energetica", dice per esempio Greenpeace in un rapporto.

"L'energia nucleare appartiene alla pattumiera della storia; è un bersaglio per terroristi e una fonte di armi nucleari".   Continua...