10 dicembre 2009 / 13:44 / 8 anni fa

Timori per il clima riportano l'attenzione al "vecchio" uranio

di Eric Onstad

LONDRA (Reuters) - L'uranio, il minerale bianco-argentato che fa funzionare i reattori nucleari, è al centro di un'attenzione crescente mentre aumenta la richiesta energetica da parte dei paesi emergenti, e anche come uno strumento utile a ridurre le emissioni di carbonio.

Mentre i leader mondiali si riuniscono a Copenaghen per raggiungere un accordo sul riscaldamento globale, molti paesi hanno colto al volo quella dell'uranio e dell'energia nucleare come una soluzione energetica carbon-free, nonostante l'opposizione degli ambientalisti per ragioni legate alla sicurezza.

La causa dell'uranio è sostenuta dalle stime secondo cui la richiesta di elettricità dovrebbe crescere fino a due terzi entro il 2030, guidata dalle nazioni emergenti come Cina e India.

"Bisogna riempire un gap di quasi 12mila miliardi di kilowattora entro il 2030", ha commentato l'analista di Cibc Ian Parkinson in una nota di ricerca. "Ci aspettiamo che l'energia nucleare giochi un ruolo maggiore nella crescita".

La maggior parte degli ambientalisti sono ancora fermi nell'opposizione all'energia nucleare, sostenendo che i problemi stringenti restano irrisolti, come la minaccia che il combustile nucleare possa finire nelle mani sbagliate e la necessità di trovare uno stoccaggio sicuro per i rifiuti radioattivi.

LA PATTUMIERA DELLA STORIA"

"La promozione dell'energia nucleare come risposta al cambiamento climatico è un diversivo pericoloso dalle soluzioni reali: una massiccia produzione di energia rinnovabile e l'adozione dell'efficienza energetica", dice per esempio Greenpeace in un rapporto.

"L'energia nucleare appartiene alla pattumiera della storia; è un bersaglio per terroristi e una fonte di armi nucleari".

Mentre la costruzione di nuovi impianti trova opposizione, non è questo il caso in Cina, dove il governo centrale sostiene ambiziosi progetti di crescita. Pechino si sta muovendo anche più rapidamente di quanto previsto dai target ufficiali per portare l'energia prodotta con il nucleare a 40 gigawatts entro il 2020, con un aumento di quattro volte.

L'India, anch'essa preoccupata dalla richiesta dilagante di elettricità, sta costruendo sei reattori e ne ha in programma altri 23, che andranno ad aggiungersi agli attuali 17, secondo la World Nuclear Association.

L'attuale revival del nucleare giunge dopo decenni di declino in seguito all'incidente di Chernobyl che provocò diffusi timori sulla sicurezza e un congelamento di fatto dei nuovi impianti.

PREZZO VOLATILE

L'eccitazione degli investitori nel nuovo interesse per l'energia nucleare ha spinto in alzo i prezzi dell'uranio a pronto termine, da un minimo di 7 dollari nel 2000 a un picco di 136 dollari nel 2007.

Ma i prezzi sono calati quando la costruzione di impianti nucleari ha preso più tempo del previsto e i fondi speculativi hanno fatto marcia indietro.

I prezzi "spot" potrebbero calare nei prossimi mesi dagli attuali livelli di 45 dollari alla libbra mentre le scorte extra Usa arrivano sul mercato e il Kazakistan aumenta la produzione mentre si appresta a diventare il maggior produttore mondiale, superando il Canada.

Gli investitori del settore guardano al quadro a lungo termine, fiduciosi che una compressione delle forniture sta per arrivare anche se una sovrabbondanza di approvvigionamento potrebbe tenere bassi i prezzi sul breve periodo.

"Più i prezzi sono depressi nel corto termine, meno miniere verranno costruire e sviluppate e questo potrebbe inasprire i picchi di prezzo", ha detto Will Smith, un manager di portafogli che opera a Londra col fondo Geiger Counter, gestito da New City Investment Managers ce si interessa soprattutto ai produttori di uranio.

I gruppi minerari che cercano di rispondere alla più elevata domanda di uranio potrebbero trovarsi ad affrontare ostacoli come la burocrazia governativa, problemi tecnici minerari e lo stato di confusione dopo anni di scarsi investimenti.

Le forniture provenienti dagli armamenti russi smantellati potrebbero supplire alla penuria di produzione mineraria, mentre Mosca cerca di rifornire Cina e India e di stringere accordi danarosi anche con le utility americane.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below