Più del 94% popolazione mondiale non protetta da leggi anti-fumo

mercoledì 9 dicembre 2009 11:28
 

LONDRA (Reuters) - Le persone non protette da leggi anti-fumo, e quindi esposte alla prima causa di morte prevenibile al mondo, sono più del 94%. Lo denuncia l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le politiche anti-fumo, spiega l'agenzia nel rapporto Global Tobacco Epidemic, sono fondamentali per ridurre gli effetti del fumo passivo, che ogni anno uccide circa 600.000 persone e causa malattie e danni economici per decine di miliardi di dollari.

Il rapporto rivela che ci sono stati dei progressi -- nel 2008, il 2,3% delle popolazione mondiale ha potuto beneficiare dell'introduzione di leggi anti-fumo -- ma che, se i governi non agiranno in fretta, ci saranno molte altre morti premature.

"Il fatto che più del 94% della popolazione non sia tuttora protetta da leggi anti-fumo dimostra che c'è ancora molto lavoro da fare", spiega Ala Alwan, esperto Oms per le malattie non infettive.

La scienza ha dimostrato che l'esposizione al tabacco può causare malattie, disabilità e portare alla morte. Negli ultimi quarant'anni, il numero dei fumatori è calato nei Paesi ricchi come gli Usa, il Giappone e l'Europa occidentale, ma sta aumentando nei Paesi in via di sviluppo.

Il tabacco è la prima causa di morte prevenibile al mondo, e uccide più di cinque milioni di persone ogni anno.

"A meno che non si agisca in fretta per controllare l'epidemia del tabacco, il bilancio annuale delle vittime potrebbe toccare gli otto milioni nel 2030", spiega il rapporto dell'Oms.

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<p>Un fumatore a Lhasa. REUTERS/Nir Elias (CHINA SOCIETY)</p>