Clima: oggi al via Copenhagen, appello su 56 giornali

lunedì 7 dicembre 2009 08:25
 

LONDRA (Reuters) - Cinquantasei giornali di 45 paesi - in Italia "La Repubblica" - pubblicano oggi un editoriale comune chiedendo a tutti gli Stati, poveri e ricchi, di mostrarsi uniti alla conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico.

"Lo facciamo perché l'umanità si trova ad affrontare una grave emergenza", dice l'editoriale.

"Se non ci uniamo per intraprendere delle azioni decisive, il cambiamento climatico devasterà il nostro pianeta e con esso la nostra prosperità e la nostra sicurezza", spiegano i 56 giornali, che dicono di aver deciso questo passo senza precedenti, quello di parlare con una sola voce, per chiedere ai leader mondiali di "fare la scelta giusta" a Copenhagen.

"I rappresentanti politici che si riuniranno a Copenhagen hanno la possibilità di decidere quale sarà il giudizio della storia su questa generazione: una che ha capito la minaccia e che ne è stata all'altezza con le sue azioni oppure una talmente stupida da aver visto arrivare la catastrofe e di non avere fatto alcunché per impedirla. Vi imploriamo di fare la scelta giusta".

La conferenza di Copenhagen sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, considerati i principali responsabili del riscaldamento del pianeta, si apre oggi in un clima un poco più ottimista dopo alcuni annunci degli ultimi giorni.

"Il cambiamento climatico è stato prodotto nel corso di secoli, ha conseguenze che dureranno per sempre e le possibilità che abbiamo di controllarlo saranno determinate dai prossimi giorni", dice ancora l'editoriale.

"Ci appelliamo ai rappresentanti dei 192 paesi riuniti a Copenhagen affinché non esitino, non si lascino prendere la mano dalle controversie e non si accusino reciprocamente, ma che ricavino delle opportunità dal più grande fallimento della moderna politica".

"Si dovrebbe evitare una lotta tra il mondo ricco e quello povero e tra Occidente e Oriente - prosegue l'editoriale comune - Il cambiamento climatico colpisce tutti e deve essere risolto da tutti".

"L'aspetto scientifico è complesso ma i fatti sono chiari. Il mondo deve prendere delle misure per contenere entro 2° C gli incrementi della temperatura, un obiettivo che richiederà che il picco globale delle emissioni e l'inizio del loro successivo decremento avvenga entro i prossimi 5-10 anni".   Continua...

 
<p>Immagini d'archivio di tralicci elettrici in Cina. REUTERS/Stringer (CHINA ENERGY ENVIRONMENT BUSINESS)</p>