Rifiuti Campania, per Ue pericolo per salute pubblica

giovedì 3 dicembre 2009 14:20
 

ROMA (Reuters) - La mancata creazione di un sistema di smaltimento dei rifiuti idoneo in Campania ha generato un pericolo per la salute pubblica, determinando "un'anomalia" nelle condizioni di salute della popolazione residente.

E' quanto si legge in una nota che riferisce dell'udienza odierna della Corte di giustizia Ue, riguardo al ricorso della Commissione contro l'Italia per inadempimento nella questione dei rifiuti in Campania.

"La Commissione europea contesta all'Italia di non aver creato una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento che garantiscano un'autosufficienza improntata al criterio della prossimità geografica e lamenta che tale situazione ha determinato un pericolo per la salute dell'uomo e per l'ambiente", dice la nota.

Il governo italiano ha affermato nel corso del procedimento davanti alla Corte -- sulla base di uno studio dei servizi del commissario delegato -- che non si sono verificate conseguenze pregiudizievoli per la pubblica incolumità e per la salute umana, ricorda la nota.

Ma la Commissione sottolinea invece che i risultati di tale studio, cofirmato dall'Organizzazione mondiale della sanità, "corroborano la nozione di un'anomalia nello stato di salute della popolazione residente nei comuni dell'area Nord Est della provincia di Napoli e Sud Ovest della provincia di Caserta, zona maggiormente interessata da pratiche illegali di smaltimento e incenerimento di rifiuti solidi urbani e pericolosi" e confermano "l'ipotesi che eccessi di mortalità e di malformazioni tendano a concentrarsi nelle zone dove è più intensa la presenza di siti di smaltimento dei rifiuti".

Il ricorso, partito davanti alla Corte Ue a metà 2008, dovrebbe arrivare a sentenza il prossimo anno. Secondo i dati Ue, ricorsi di questo tipo giungono a sentenza in media in 17 mesi.

La sentenza, che verificherà o meno l'inadempienza, sarà immediatamente esecutiva. Se l'Italia non si metterà in regola con gli adempimenti relativi in tempi ragionevoli, la Commissione, con un atto politico, potrà dare il via ad un secondo ricorso che potrebbe prevedere multe e sanzioni.

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<p>Le strade di Napoli durante la crisi dei rifiuti. REUTERS/Ciro Messere/Agnfoto (ITALY)</p>