India, 25 anni da strage Bhopal, impianto ancora contaminato

giovedì 3 dicembre 2009 08:15
 

BHOPAL, India (Reuters) - Doveva essere il simbolo della nuova India emergente -- un'industria che non solo avrebbe generato migliaia di posti di lavoro, ma prodotto pesticidi a basso prezzo per milioni di contadini.

L'impianto della Union Carbide a Bhopal, invece, ha ucciso migliaia di persone e intossicate molte altre quando sprigionò per errore una nube tossica causando il più grave incidente industriale nella storia.

E' passato un quarto di secolo, è l'impianto giace abbandonato, ma dietro i suoi pesanti portoni d'acciaio c'è quello che gli ambientalisti definiscono "un disastro nel disastro" -- un luogo ormai altamente inquinato che, secondo nuovi studi, sta lentamente avvelenando l'acqua potabile per migliaia di indiani.

Bhopal ha per lungo tempo gettato un'ombra sull'India e su come il Paese stia gestendo oltre un miliardo di abitanti, in gran parte poveri.

"Il nostro studio evidenzia come gran parte del sito sia altamente contaminato", spiega Sunita Narain, direttore del Centre for Science and Environment (CSE) di Dehli, che in ottobre ha testato il tasso tossico dell'acqua nel suolo dei dintorni dell'impianto.

"L'industria ha una tossicità cronica, che ci espone ad un avvelenamento lieve ma continuo".

Nelle prime ore del 3 dicembre 1984, circa 40 tonnellate di isocianato di metile fuoriuscirono dall'industria formando una nuvola che si spostò sui sobborghi vicini.

Il governo affermò che circa 3.500 persone morirono a causa del disastro. Attivisti hanno calcolato che circa 25.000 persone persero la vita nell'immediato e negli anni a seguire.

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<p>Una donna col figlio in uno slum vicino all'impianto di pesticidi Union Carbide a Bhopal. REUTERS/Reinhard Krause</p>