Cina lancia campagna pubblicitaria globale per salvare immagine

martedì 1 dicembre 2009 09:53
 

PECHINO (Reuters) - La Cina, paese che ultimamente è salito alla ribalta per scandali alimentari legati a sostanze come melamina e glicol dietilenico, sta cercando di salvare la sua immagine globale con una campagna pubblicitaria.

Lo spot di 30 secondi, in onda per iniziare sulla Cnn, mostra lettori mp3 con la scritta "prodotti in Cina con software della Silicon Valley" e vestiti griffati "di stilisti francesi ma prodotti in Cina".

Si vedono anche alcuni occidentali che fanno jogging, mangiano, ballano, si mettono in posa per farsi scattare delle foto e guardano fuori dal finestrino di un aeroplano, rivolgendo lo sguardo verso un motore "prodotto in Cina con l'aiuto degli ingegneri di tutto il mondo". Il tutto accompagnato da un jingle.

Lo spot si conclude con una voce tipicamente americana che recita: "Quando diciamo 'Made in China', intendiamo dire veramente prodotto in Cina, ovvero prodotto con l'aiuto di tutto il mondo".

Questa sorta di "campagna autopromozionale" da parte di Pechino è volta a promuovere i prodotti cinesi "in modo giusto e oggettivo", per far sapere al resto del mondo che "le aziende cinesi lavorano su prodotti di qualità, in collaborazione con le aziende di tutto il mondo", si legge sul quotidiano ufficiale in lingua inglese, China Daily.

La campagna riflette "lo spirito delle aziende cinesi e l'ambizione che queste hanno di cooperare con gli altri paesi per offrire ai consumatori stranieri prodotti di qualità".

La Cina, un tempo definita la "fabbrica del mondo", sta da tempo cercando di convincere il mercato di aver raggiunto degli standard di qualità e sicurezza adeguati, un obiettivo messo in crisi però dai recenti scandali sul cibo per animali o sui giocattoli per bambini.

Il tema della sicurezza e della qualità dei prodotti ha spesso messo in crisi i rapporti tra la Cina, gli Stati e l'Unione Europea, il partner commerciale più importante per Pechino.

La Cina, in ogni caso, ha adottato misure drastiche alla luce di questi scandali. La scorsa settimana sono state eseguite due condanne a morte per le due persone coinvolte nello scandalo del latte contaminato con la melamina, che è costato la vita ad almeno sei bambini, avvelenandone altri 300.000.

Nel 2006, invece, circa 100 persone morirono a Panama dopo aver ingerito uno sciroppo per la tosse contenente dolcificante prodotto in Cina e contaminato con glicol dietilenico, un solvente industriale utilizzato negli antigelo.

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