Aids, Oms suggerisce abbandono principale farmaco anti-Hiv

lunedì 30 novembre 2009 09:43
 

di Stephanie Nebehay

GINEVRA (Reuters) - I paesi dovrebbero progressivamente smettere di utilizzare lo Stavudine, il più diffuso antiretrovirale al mondo, per via dei suoi effetti collaterali "a lungo termine" nei pazienti malati di Hiv, tra i quali disturbi nervosi e deperimento. Lo ha fatto sapere l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Con un cambio generale delle sue linee guida, l'Oms ha anche suggerito che le persone malate di Hiv, comprese le donne incinte, dovrebbero cominciare ad assumere farmaci antiretrovirali in anticipo rispetto ai tempi attuali, per vivere meglio e più a lungo.

Per la prima volta, infatti, l'Oms ha consigliato alle donne che hanno contratto l'Hiv di assumere farmaci durante l'allattamento, per scongiurare la trasmissione del virus al bambino.

Lo Stavudine, conosciuto anche come d4T, è venduto sotto il nome di Zerit dalla società farmaceutica americana Bristol-Myers Squibb. Le versioni generiche sono prodotte da Cipla, Aurobindo e Strides Arcolab, tutte aziende indiane.

Lo Stavudine, disponibile in grandi quantità soprattutto nei paesi in via di sviluppo e utilizzato in particolare ad inizio terapia, è relativamente poco costoso e facile da usare, stando a quanto sostenuto dall'agenzia dell'Onu.

Tra le controindicazioni, però, ci sono disturbi nervosi che possono portare a problemi di addormentamento e a forti bruciori su mani e piedi, nonché ad un deperimento corporeo noto come lipoatrofia, tutte condizioni considerate "disabilitanti e sfiguranti".

ALTERNATIVE MENO TOSSICHE

Per via di questi effetti collaterali, l'Oms ha consigliato che "venga progressivamente eliminato l'uso dello Stavudine come prima opzione farmacologica ad inizio terapia" e che venga sostituito con farmaci alternativi come Zidovudine (AZT) o Tenofovir (TDF)". Questi ultimi due farmaci sono stati definiti "alternativi ma dotati della stessa efficacia".   Continua...

 
<p>Un enorme manifesto con il laccio rosso, simbolo della lotta all'Aids, esposto sulla facciata del Palazzo della Cultura a Varsavia. REUTERS/Kacper Pempel (POLAND HEALTH ANNIVERSARY)</p>