26 novembre 2009 / 08:50 / tra 8 anni

Mumbai ricorda la strage del novembre 2008 con mostre e fumetti

<p>Mumbai, una donna passa accanto ad un muro sul quale sono stati evidenziati i buchi prodotti dai proiettili sparati dai miliziani islamici. La scritta ricorda la tragedia del 26 novembre 2008. REUTERS/Arko Datta</p>

di Rina Chandran

MUMBAI (Reuters) - Avete voglia di un quadro che ritragga l‘orrore degli attacchi dello scorso novembre a Mumbai? E che ne dite di un fumetto con supereroi che catturano i miliziani islamici, di una tazza di caffé o di un album tributo dedicato alle vittime?

Nel primo anniversario degli attacchi che fecero 166 vittime, oltre alle preghiere collettive e alle veglie a lume di candela, ci sono mostre, uscite discografiche, libri in cantiere e film in lavorazione, addirittura tour sui luoghi della tragedia organizzati da autisti di taxi e guide turistiche.

“E’ cambiato qualcosa, si è perso qualcosa in quei tre giorni e noi vogliamo ricatturarlo”, dice Jasmine Shah Varma, che ha curato una mostra intitolata “Niente sarà più come prima”.

Tra i lavori esposti nella galleria che si trova accanto a quel Taj Mahal Hotel che fu attaccato dai miliziani, c’è un olio su tela in cui è raffigurata in rosso la sagoma di una persona armata, e fotografie di uomini su una spiaggia che indossano maschere sinistre, un riferimento ai 10 miliziani che arrivarono su un gommone.

“Dal novembre dell‘anno scorso, l‘idea romantica del lungomare di Mumbai è cambiata. Adesso ci ricorda del terrore che arrivò dal mare”, spiega Varma.

Ma ci sono altre cose che evocano ricordi, cose che si possono indossare, portare o da cui si può bere: le collane “Forever Bombay”, con fili brillanti e perline attorcigliate per ricordare le cupole del Taj Mahal Hotel attaccato, ma anche borse con fiocchi e stampe.

Per Mumbai le bombe non sono purtroppo una novità ma la elaborazione emotiva e commerciale (del lutto) che si è avuta dallo scorso novembre non ha precedenti.

Intraprendenti autisti di taxi e guide turistiche, che una volta offrivano pacchetti di viste ai luoghi di “Shantaram” e “Slumdog Millionaire” quando il libro e il film erano incredibilmente popolari tra i turisti, adesso organizzano tour sui luoghi della tragedia del 26 novembre 2008, con il commento dell‘ufficiale di polizia che affrontò un miliziano armato di fucile con il solo manganello e della tata che salvò il figlio di un rabbino.

Si parte dalla colonia di pescatori dove approdarono i 10 miliziani armati, e si prosegue verso il Centro Ebraico, la principale stazione ferroviaria della città in cui il commando fece il maggior numero di vittime, proseguendo con gli alberghi Trident e Taj Mahal, con il Cama Hospital e il Leopold Cafe.

“Tutti i turisti stranieri ma anche indiani provenienti da cittadine sperdute vengono qui. Vogliono rendere omaggio”, spiega Eric Anthony, manager del caffé dove sono rimasti i buchi dei proiettili su pareti e finestre.

Da Leo, nome con cui è conosciuto in città, i turisti possono comprare una maglietta o un libro sugli attacchi. Le tazze disegnate per l‘anniversario sono state ritirate dopo le proteste di un gruppo fondamentalista Indù che denunciò la mercificazione degli attacchi.

La linea tra commercializzazione e commemorazione è quella sulla quale la Raj Comics ha cercato di camminare con molta attenzione; ha lanciato una serie di numeri in cui due suoi supereroi catturano i miliziani, ancora nascosti a Mumbai, e salvano gli abitanti.

Il primo numero, uscito a maggio, ha venduto più di 100 mila copie e il secondo esce oggi.

“La sfida è quella di creare un‘opera che trasformi la questione in una lettura gradevole e divertente” dice Sanjay Gupta, di Raj Comics.

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