Studio rivela: mangiare 30% di carne in meno aiuterebbe ambiente

mercoledì 25 novembre 2009 13:47
 

di Kate Kelland

LONDRA (Reuters) - Diminuire la produzione e il consumo di carne del 30% contribuirebbe a ridurre le emissioni di carbonio e migliorerebbe la salute dei cittadini di molti paesi che fanno largo consumo di carne. Lo hanno detto oggi alcuni scienziati.

Alcuni ricercatori britannici e australiani, utilizzando dei modelli predittivi, hanno scoperto che riducendo la dipendenza dai combustibili fossili nel settore agricolo e incrementando anche la cattura del carbonio, si potrebbero raggiungere gli adeguati standard di emissioni.

Se a questi accorgimenti si dovesse aggiungere una riduzione del 30% nella produzione di carne dei paesi che ne producono di più e una medesima riduzione nel consumo di carne, allora si potrebbe anche "migliorare sensibilmente la salute della popolazione" e ridurre altrettanto sensibilmente le emissioni di carbonio.

Lo studio ha rivelato che questi accorgimenti, per esempio in Gran Bretagna, ridurrebbero il numero delle morti premature causate da malattie cardiache del 17% -- l'equivalente di 18.000 morti premature evitate ogni anno.

A San Paolo, in Brasile, verrebbero salvate la bellezza di 1.000 vite l'anno.

Stando ai dati forniti dalla Fao, il 18% delle emissioni di gas serra proviene proprio dalla produzione di carne. Non solo, la richiesta di carne, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, potrebbe portare ad un incremento della produzione dell'85% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2000.

Gli scienziati hanno sottolineato la necessità di un'azione a livello globale, pur sottolineando che i vantaggi ambientali sarebbero evidenti soprattutto "nei paesi che hanno alti livelli di produzione di carne".

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<p>Mucche al pascolo. REUTERS/Nigel Marple</p>