Scoperte due dita e un dente di Galilei, introvabili dal 1905

venerdì 20 novembre 2009 19:25
 

di Alberto Tundo

MILANO (Reuters) - Due dita ed un dente di Galileo Galilei, lo studioso padre della scienza moderna, sono stati ritrovati da un collezionista d'arte. L'eccezionale scoperta è stata annunciata oggi dalla soprintendenza e dal museo di Storia della Scienza di Firenze, luogo in cui saranno esposti nella primavera del 2010, quando l'istituzione prenderà il nome di Museo Galilei.

La Soprintendente al Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini e il direttore del museo Paolo Galluzzi hanno confermato in una nota che "sulla base dell'ampia documentazione storica pervenutaci, non sussistono dubbi sull'autenticità del reperto".

Nato a Pisa nel 1564, Galilei - che come docente ha lavorato anche all'università di Padova - ha legato il suo nome a importantissimi contributi scientifici come quello alla rivoluzione astronomica e al perfezionamento del telscopio.

Le due dita, il pollice e il medio della mano destra, erano contenute, insieme ad un dente dello scienziato, in un'ampolla settecentesca in vetro soffiato, parte di una teca in legno dell'Ottocento, sormontata da un busto ligneo di Galilei.

Il lotto era stato recentemente battuto ad un'asta come un pezzo di cui non si conosceva esattamente l'origine. E' stato il collezionista d'arte che ha comprato l'opera ad accorgersi dell'importante contenuto dell'ampolla e ad avvertire le autorità competenti.

Non a caso infatti, l'uomo - che ha chiesto di restare anonimo nonostante si tratti di un collezionista piuttosto conosciuto - aveva intuito che quella teca potesse racchiudere un mistero importante e aveva fatto in modo di entrarne in possesso.

LA STORIA DELLE SPOGLIE

La storia delle reliquie galileiane comincia la sera del 12 marzo 1737, quando - a distanza di 95 anni dalla morte dello scienziato - le spoglie di Galilei furono trasferite dal deposito clandestino in cui erano state sistemate al sepolcro monumentale di Santa Croce, per essere collocate di fronte a quelle di Michelangelo.   Continua...

 
<p>Galileo Galilei in un ritratto di Justus Sustermans del 1635 esposto a Palazzo Pitti, a Firenze. REUTERS/Marco Bucco (ITALY)</p>