Fame, contro-vertice si chiude in nome di "sovranità alimentare"

martedì 17 novembre 2009 16:18
 

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Anche se molti hanno criticato la dichiarazione uscita ieri dalla prima giornata del Vertice Mondiale sull'Alimentazione perché piena di affermazioni di principio ma pochi impegni precisi, il Forum dei movimenti sociali e delle ong, si è concluso con con un riconoscimento del ruolo centrale della Fao nella lotta alla fame che non era del tutto scontato.

Il Forum, che ha riunito da venerdì a oggi nella capitale - a pochissimi chilometri di distanza dal vertice - i rappresentanti di 450 organizzazioni da 93 paesi, ha affermato nella propria dichiarazione che "la sovranità alimentare è la vera soluzione alla tragedia della fame nel nostro mondo", ha chiesto una moratoria della produzione dei cosiddetti agrocarburanti, come il biodiesel - che sottraggono terreni alla produzione di cibo - e ha ribadito il "no" agli organismo geneticamente modificati.

"La sovranità alimentare comporta la trasformazione dell'attuale sistema alimentare per garantire che coloro che producono il cibo abbiano accesso e quo e controllo sulle risorse idriche, le sementi, i luoghi di pesca e la biodiversità agricola" dice il documento del cosiddetto "contro-vertice".

"Tutte le persone hanno il diritto e la responsabilità di partecipare alla decisione su come il cibo sia prodotto e distribuito. I governi devono rispettare, proteggere e soddisfare il diritto al cibo come il diritto a un cibo adeguato, disponibile, accesibile, culturalmente accettabile e nutriente".

SULLA FAO "OTTIMA OPPORTUNITA', MA RESTEREMO VIGILANTI"

La dichiarazione adottata ieri dal World Food Summit "non soddisfa le nostre richieste come società civile e movimenti sociali", ha premesso oggi il brasiliano Flavio Valente, dell'organizzazione per i diritti umani Fian, nel corso di una conferenza stampa del Forum ospitata dalla stessa Fao.

Ma il Forum ha espresso al tempo stesso il sostegno al rinnovato Comitato sulla sicurezza alimentare mondiale (Cfs), che secondo la Dichiarazione è la "principale piattaforma internazionale e intergovernativa", in cui hanno voce movimenti sociali, Ong, organizzazioni dei produttori di cibo e del settore privato, nonchè istituti filantropici e altri attori.

Ed è proprio per questo ruolo inclusivo che il Forum vorrebbe che fosse il Cfs a spendere "tutti i fondi dedicati alla sicurezza alimentare", ha detto l'ugandese Margaret Nakatu - che lavora tra la comunità di pescatori del Lago Vittoria - e non altri organismi sostenuti da "un ristretto numero di paesi", come quelli del G8, che preferirebbero assegnare un ruolo principale alla Banca Mondiale.   Continua...

 
<p>Il logo della Fao nella sede dell'Agenzia dell'onu a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>