Navi veleni, nessun relitto con rifiuti tossici a largo Maratea

lunedì 16 novembre 2009 15:11
 

MILANO (Reuters) - Nelle due zone al largo di Maratea e di Palinuro, indicate dalla procura di Lagonegro, in Basilicata, come aree di possibili affondamenti di navi cariche dei rifiuti pericolosi, non sono stati trovati relitti riconducibili a imbarcazioni di questo genere ma uno scafo, probabilmente di una barca da diporto.

Lo ha riferito oggi il Ministero dell'Ambiente in una nota precisando che nelle indagini, a 550 metri di profondità, è stato identificato un'imbarcazione di circa 20 metri affondata per un incendio a bordo, sulla quale sono stati trovati reti da pesca.

Nell'area ispezionata sono stati effettuati rilievi di radioattività che hanno dato esito negativo.

"L'imbarcazione non reca segni di identificazione né il naufragio risulta segnalato nei registri dei sinistri marittimi delle Capitanerie di Porto territorialmente competenti", si legge nella nota.

A settembre, è stato scoperto il relitto di una nave, a circa 500 metri sotto il livello del mare e a quasi una ventina di miglia dalla località costiera di Cetraro. A indicare il punto esatto in cui si trovava la nave è stato un pentito di 'ndrangheta, Francesco Fonti, che aveva raccontato ai magistrati di aver affondato l'imbarcazione, carica di rifiuti radioattivi, facendola esplodere proprio in quel punto.

Dopo una serie di indagini, il Ministero dell'Ambiente ha concluso che quel relitto era quello del piroscafo "Catania" affondato negli anni 20 e che non conteneva rifiuti pericolosi.

Il problema delle navi fatte affondare appositamente per "smaltire gratuitamente" nelle profondità marine rifiuti tossici e di altro genere è stato in passato denunciato da diversi gruppi ambientalisti ed è stato oggetto di indagini da parte di alcune procure.

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<p>Nelle due zone al largo di Maratea e di Palinuro, indicate dalla procura di Lagonegro, in Basilicata, come aree di possibili affondamenti di navi cariche dei rifiuti pericolosi, non sono stati trovati relitti riconducibili a imbarcazioni di questo genere ma uno scafo, probabilmente di una barca da diporto. Nella foto il rleitto di una imbarcazione da guerra australiana. REUTERS/Handout</p>